mercoledì 26 dicembre 2012

ARDITI BATTITI - Costantino Posa


 

Le parole si fanno ardite

Si alternano ad attimi appena sussurrati.

Abbandonarsi ai venti, che accarezzano la pelle:

Quei graffi lenti e continui, come gocce

di una pioggia che non bagna.

Tenuti a freno ai fili che tengono i nostri pensieri.

Mentre i gemiti non si sottraggono

ai corpi non più distanti.

Non c’è più bisogno né di sorridere

e né di mentire.

Solo vibranti azioni che coinvolgono:

“I nostri sensi” Lasciamoli liberi

Ai nostri spasmi che sostituiscano

senza vergogna

I battiti costanti dei nostri cuori.

martedì 18 dicembre 2012

OGGI SARA' DIVERSO.

Costantino Posa,
oggi, 18/12/2012, appari come autore del giorno nella home page del sito Scrivere.

Inoltre la tua poesia "Ad un amico" appare come Poesia del giorno.

Sei stato scelto come autore del giorno perché sei fra gli autori più in attivita nel sito o perché stai pubblicando poesie in esclusiva nel nostro sito. Ti vogliamo ringraziare per questo.

Come potrai vedere, l'autore del giorno viene presentato subito sotto la testata del sito (a rotazione con l'autore del mese) sia in home page che nelle altre pagine, e dispone di una pagina speciale (http://autoredelgiorno.scrivere.info/) che mostra esclusivamente le sue poesie. Speriamo così di "ricompensare" almeno in parte l'impegno che metti nello scrivere e pubblicare le tue poesie.
 
 OGGI SARA' DIVERSO.
 Stamattina sarà diverso, il sole sorgerà più tardi:
 Sarà la luce che brillerà per sempre.
 Sarà la voce che ti spronerà sempre.
 Sarà la forza che ti sosterrà sempre.
 Sarà una stella in alto al cuore.
 Sarà un pensiero fisso: Amore.
 Avrà per sempre un nome,
 per te perderà l'accento,
 sarà sempre e soltanto sarà Sara.

sabato 15 dicembre 2012

ORA è NATALE.


Non credo tu possa dormire,
al diavolo chi ha detto che sei andata.
Da tempo ho smesso di fumare illusioni,
non puoi lasciarmi proprio ora.
Fuori è tutto bianco,
le luci di Natale sono più di quelle di ieri.
Di vincotto e miele è fatto
il fumo di quel camino,
mentre il cuore, fino in fondo,
aspetta che tu ti giri.
E' Natale, non puoi andartene
e far solo male, smettila
di far finta di morire.
Io ho smesso di accantonare delusioni,
fuori è tutto bianco,
le luci spente del tempo che va,
ora sono più splendenti:
Ora è Natale.            

lunedì 10 dicembre 2012

BUFERA.




Ancora un tuo brivido come un onda mi attraversa.
Ed è come se il tempo non fosse mai arrivato
ad esplicare un urlo crescente che non distrae.

Sfiora e dipinge note sulla pelle

che ansima e s’agita al sol sfiorarsi.

Mentre il mio sangue, con la luce premuroso, si lascia andare.

Reso ancor più ardito si esalta a somigliare a tutto quello che diventa bufera.

Di tutto ciò che appare negato in delirio intenso e profumo d’illecito

fino a quando finiscono i gemiti segreti senza più fonti da dissetare.

domenica 9 dicembre 2012

ROSE NON SCHIUSE.



Scuoteva il capo, un pò persa

Le braccia del tempo

lasciavano intravedere

la sua malinconia.

Sola, sempre sola, per la via.

Come spighe di grano

piegate al vento,

sempre in un senso.

Sempre un ripenso.

Le sue labbra serrate di freddo

come petali di rose non schiuse.

Taceva il cuore un pò spento

in balia di un certo tormento

ma, i contorni del buio

son fatti di luce

di musica

d'incontri di sole

e poi il mare

che invita ad amare.

Che fa se per un pò mi sono persa,

oggi mi sento molto diversa.

sabato 8 dicembre 2012

VERGOGNA.


Ci provo, ma non riesco a spiegarmi
perché tu sei un uomo, come lo sono io.
Come fai di notte a chiudere gli occhi?
Come fai a sentirti uomo?
Abituato a non pensare.
Come fai a non sentirti un verme?
Il tuo viso prende forma a poco a poco
colorato di ruggine tormenta rossa.
Come la terra che ti accoglie di vergogna
e senso di colpa che ti aspetta
in quella tua disperata e acida fossa.

giovedì 29 novembre 2012

UN GIORNO FINIRA’.


 

Quando finirà il fluire dei sentimenti?

Di rimescolare euforie e depressioni.

Quella sua capacità di suscitare emozioni,

è soltanto l’ansia di ogni istante.

Il suo sorriso, un piccolo affresco,

lontano da quel che accade.

Sa comunque di non essere solo.

Da quando un’idea entra nella testa,

le parole che raccontano della vita:

Each spoken word is a rainbow.

Ogni parola è un arcobaleno.

Ogni parola è un colore,

per chi non vivrà mai nel dolore.

martedì 20 novembre 2012

Libro autobiografico:"Le giornate del mio tempo"...Costantino Posa


Costantino Posa : Attraverso il racconto autobiografico della mia vita “ Le giornate del mio tempo “ e in tutti i versi delle mie poesie cerco sempre di evidenziare e in qualche modo capire ogni aspetto delle problematiche di vita di qualsiasi altro uomo. Le tante debolezze nei confronti della vita stessa, dell’amore e della fede. Ogni mia poesia e ogni mio aneddoto di vita non sono altro che specchi della mia stessa anima di uomo.
LE GIORNATE DEL MIO TEMPO
Le giornate del mio tempo
non sono fatte soltanto di ore.
Le giornate del mio tempo
sono come tanti solchi di terra.
Ogni linea un suono.
Ogni linea un colore.
Ogni linea un volto.
Ogni linea un ricordo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di aromi antichi
come spezie d'oriente.
Son fatte di dolci melodie
a volte leggere
a volte incalzanti
a volte insopportabili frastuoni.
Tante cose volute dal cuore.
Tante cose cercate lontane.
Tante cose cadute dal cielo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di spine nel cuore
come pungenti parole.
Son fatte di dolci sorrisi
come le vetrine dei bar.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Le giornate del mio tempo
sono come pagine al vento.
A volte volano in alto
a volte ti sbattono in faccia
a volte si posano accanto.
Tante cose sognate da tempo.
Tante cose perse per sempre.
Tante cose ritrovate per niente.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Non sono fatte soltanto di ore
le giornate del mio tempo.

sabato 17 novembre 2012

GOCCE di VITA.



Oggi non bastano le lacrime
a bagnarti il viso.
Lasciale cadere...senza mai
calpestarle.
Loro lo sanno, perché son cadute:
Sono gocce di amori arditi.
Sono piogge di cuori traditi.
Sono sospiri di altre radici.

venerdì 16 novembre 2012

ARRIVA la NOTTE.


 
            E poi...arriva la notte
a turbare la luce.
Le parole zittiscono
lasciano il campo ai pensieri
       e a qualche preghiera
che il cuore si aspetta.
A volte i sogni non bastano
se allunghi la mano
          e non trovi nessuno.

martedì 13 novembre 2012

LUCE.



 

Luce nel tempo: Non riesco più a pensare.

Lei non c’è mai stata nel mio tempio.

Lei, una luce di un’altra entità fa venire la pelle d’oca.

Vissuta oltre oceano dell’attesa non ha mai sfiorato la mia mano.

Lei vestita di pelle umana non ha provato

ad essere spogliata dal vento delle turbolenze.

Lei che non conosce la menzogna non si è mai spenta per pensare.

Lei non si è mai mutata per apparir più bella.

Non è mai vissuta per giustificare il tempo.

Mi ha attraversato dentro ad illuminare il vuoto

del mio smarrimento.

sabato 10 novembre 2012

QUEL DESIDERIO DI SCRIVERE.







Quella ragione che spinge a scrivere
mentre prima credeva di aver immaginato tutto.
Quella ragione che permette al desiderio
di essere sempre presente
all’altezza delle proprie irregolarità.
Quel desiderio che continua
ad avere una sua verità, senza briglie
senza limiti del permesso e del proibito.
Senza sfinimento, senza paure.
Quella verità scritta che non vola via
non saprebbe dove andare
aspetta di essere letta e condivisa.
Quelle lettere che versano sangue
se parlano del dolore e dell’addio.
Brillano più del sole se parlano
dell’amore e del nostro Dio.
Quella ragione che ci aiuta a vivere
e scrivere
per non lasciare tutto all’immaginazione
della propria regolarità.

martedì 6 novembre 2012

HAIKU...piccolo-piccolo.


Le follie che ci hanno abbandonato saranno sempre meno

di quelle che follemente ci hanno accompagnato.

DIPENDE DA TE.



Un destino davvero felice:
ora crudele, ora beffardo
vuole mordere la vita
oltre le sue stesse ambiguità.
Pescare nelle proprie vite
in un turbinio di emozioni
e passioni
per trovare quei se
che un tempo agitavano.
Così diversi.
Così vuoti di risposte,
mentre i cuori trascinano
miracolosamente sopravvissuti
ai tanti ma, verso:
Il se si vuole, si può.
Come musicanti
che rifiutano l'assenza di suoni.
Come naviganti che eludono
la caparbietà dei tuoni
verso altri porti buoni.
Dipende tutto da te
e da quello
che ti fa stare bene.

lunedì 5 novembre 2012

LA PAURA.


 

Se esiste, la paura, è quasi sempre

 quella di non essere felici.

 Ammette di non essere stata fortunata.

 Bocciata dalla felicità

 cerca di mettersi al riparo

 da spine eccessive di vari tormenti.

 Fino a perdersi nei frastuoni di cuori

 che non battono:

 Impazziscono di venti di luce

 che non sono quelli che si aspettano.

 La paura fa parte di noi,

 se esiste,

 è giusto farsela amica.

sabato 3 novembre 2012

CANTO di SIRENA

 
 
CANTO di SIRENA... Costantino Posa
"Non basteranno cento pareti
a tener dentro mille pensieri
per noi dannati
dall'essere perfetti.
Continuare il cammino
con gli altri
condannati a morte.
Ogni tanto fermarsi
tra il mutismo e la voce
ad origliare
il diavolo frettoloso
o l'angelo dignitoso.
Sentirlo sottovoce
quel canto di sirena
che attira
e tante volte
inganna.

venerdì 2 novembre 2012

SANDY L'URAGANO.


E' passato anche qui
ma, come tutte le cose
ce ne siamo accorti solo noi.
Nel silenzio che ha devastato ogni cosa
ce ne siamo accorti solo noi.
L'acqua che precipita non per bagnare
ci ha ricordato che disgraziati
siamo sempre noi:
Dimenticati dagli orizzonti.
Chi ha perso la casa
ha avuto anche il cuore
invaso da fango e morte:
Non bastava il terremoto
ci voleva anche l'urlo invano
di una scia di uragano.

martedì 30 ottobre 2012

Le giornate del mio tempo di Costantino Posa.wmv

LA DIGNITA’ DI UN “NO”


.
La dignità di un "NO"
che eccita rispetto
attraverso percorsi leggibili
di un comportamento coerente.
Gli eventi che lo formeranno:
La sua credibilità
L'incognita di una domanda
"Perché"?
sembra uscita da uno strano
parapiglia della mente.
Tutti sanno come è cominciata,
nessuno sa mai, come finirà.
Non ci resta
che farsene una ragione.

GIRA SU SE STESSO.



Ho provato a fermare il mondo, ma non ci riesco,
rotola su se stesso e lo fa molto spesso.
Ho provato ad invertire rotta, ma è stato un fiasco,
come ieri mi sono preso un'altra botta.
Ho provato a fermarmi un attimo,
superato da un altro fischio,
sorpassato da chi poi corre.
Ho provato a fingermi morto, ma lì al fresco,
ho sentito soltanto gelo, non è servito
e allora mi sono spinto un pò più in alto,
solo lì ho trovato un pò del mio cielo.

IL dolce VENTO degli ANGELI.






Loro, mi hanno detto che non esistono.
Io non li vedo, ma li sento.
Li sento quando resto nel silenzio.
Quando chiudo gli occhi e non so dove andare.
Sono loro che accarezzano la mente.
Sono loro che col vento delle ali
mi fanno respirare.
Sempre attenti a suggerire
quando non è ancora tempo di partire.
Soffiano sull’umore
e sulle scelte del mio cuore.
Sono loro che mi dicono
non fidarti del di più,
pensa solo a quello che di poco mi fa felice.
Di quei demoni spavaldi,
non temere se m’illudono di ori,
le gioie della vita sono nelle mani
di chi mi accompagna
e quando è l’ora di tornare
sempre pronti a prendermi per mano
e sollevando un dolce vento
mi riportano a testa alta
dritto-dritto verso il mio cielo.

COME SIA POSSIBILE VEDERE LE STELLE




Non potrà mai essere diversa la notte buia senza pelle inespressa,
se la luna scompare oltre quella duna.
Non potrà mai essere persa oltre l'indifferenza e vergogna.
Non stupirti se l'oscurità attraversa la vita, la rendono unica
se la luce del giorno riappare di albe in salita di ancora un domani.
Non stupirti se la verità riappare oltre quella duna,
non potrà mai essere persa se la notte apparirà diversa,
è destinata a scuotere l'anima, a svelarne il segreto
di come oltre la vita e la morte sia sempre possibile
vedere le stelle come le mete, oltre l'apparenza e la gogna
di tante inutili infelicità.

domenica 28 ottobre 2012

LE SUE COSE.


La sua pelle mangiata dalla sete
si trascina inseguendo strani tormenti.
Poteva essere diverso se i suoi pensieri
si fossero nutriti di mete.
Poteva essere diverso se le sue luci
si fossero trasformati in comete.
La sua voglia bruciata d'ardore
si avvicina cercando altri momenti.
Poteva essere un inverso se il suo cuore
si fosse invaghito d'amore.
Poteva essere furore se le sue sensazioni
fossero dettate da vere emozioni

sabato 27 ottobre 2012

PASSA IL VENTO.


PASSA IL VENTO.
di.....Costantino Posa.

Quel silenzio che tace
solo quando passa il vento.
Sussurra sottovoce:
Non lasciarla mai da sola.
Non lasciarti ingannare
segui sempre la tua via
ma non dimenticare
tutto quello che hai passato.
Le parole che non hai detto
le luci di tanti occhi
e i battiti dei cuori.
Quel silenzio forse tace
ma sa farsi ascoltare.
Sussurra, spesso, sottovoce
fino a quando torna il vento
a passo lento
per non farti spaventare.

mercoledì 24 ottobre 2012

QUEL LEGNO TRADITO.


Quel legno deluso ha ascoltato
ogni mio respiro.
Ha sentito l’alito di ogni promessa.
Il calore di tanti nostri baci.
Quella panca messa lì
per ricordare quell’amore tradito.
Quel nostro :“ non ci lasceremo mai ”
non mi aveva seguito.
Legno tradito tu solo hai capito
cosa vuol dire vederla lì
abbracciata ad un altro.
Solo quel giorno
ho capito di essere solo.
Solo quel giorno ho capito
non basta morire per essere ferito.

lunedì 22 ottobre 2012

ME...MORIA.



Costantino Posa..........ME...MORIA.

Ogni volta che guardo quel filo spinato
io li vedo, sono ancora lì.
Ogni volta che guardo quei vagoni di pianto
io li sento, sono ancora lì
Ogni volta che guardo quei forni tormenti
io chiudo gli occhi e ci penso
sono ancora lì, a chiedersi perchè?
Ogni volta che tu... urli per niente
io mi vergogno e non dimentico.

ACQUA...VIVA.


Le strade, i vicoli, le chiese del mio paese,
ricordi conservati negli scantinati di un cuore stanco.
Nostalgia silente di stagioni frizzanti
di chi è semplicemente desideroso di ricordare:
Acquaviva...da tempo in fuga
sulla riva della mia vita.
Sofferta, sopita, mai dimenticata
per tratti sconosciuta.
Avvolta dalle mie nubi che quasi sussurrano:
Sono ancora lontana, ahimè, aspettando un tuo lamento.
Nostalgia di quelle sere di pianto
si confonde tra le stagioni geniali del mio tempo,
generando un intreccio del caos che mi sta dentro:
è la curiosità di giocare con le parole
un medesimo filo unificante.
Tutti hanno un rimpianto
pochi sanno ricordare come noi ragazzi
di tanti anni fa.

ANCORA AUTUNNO.

ANCORA AUTUNNO...Costantino Posa
Questo autunno che tarda a venire
costretto a tenere lo sguardo fisso
su quelle bacche rosse
che diventano sempre più rosse
e le foglie ormai rinsecchite
di un pessimo umore
che induce soltanto alla fuga.
Talvolta soffoca il pensiero
di ciò che sta per accadere.
Quasi certo che ci farà del male
e le notti intricate dei miei dolori:
Non ho paura,
ma c'è sempre qualcosa
di mutato
se il vuoto riesce
a riempirti il cuore.

LUCCIOLE.

Solo dai nostri sospiri si capisce
se il momento è già domani.
Frammenti di presenze sparsi
tra le ceneri del tempo.
Smarriti come i pensieri
portati via dai venti autunnali.
I miei amori li lascio lì
in un cielo senza stelle
mentre una luna confusa
s'infrange sul continua a cercare.
Come l'impossibile,
che le lucciole cancellino
il buio.
Come i capricci del vento
che a volte soffia piano,
sempre da una parte
e la pelle punta i piedi:
"Non ho sentito nulla"
I miei ritorni li aspetto lì
sicuri del possibile.
Dove di sera, le lucciole
si caricano di pensieri.

ANCORA UN ANNO.


 

 
E pensare che la primavera
verrebbe come ieri
a sciogliere le nevi
del mio cuore gelato.
Accorgersi che essa, in fondo,
non potrà mai scaldare
più del vento d'estate
capace di riportare in vita
tutto quello che di tempesta
è andato,
col sorriso sul sospiro
senza alcun rimpianto.
Anche oltre
un altro autunno
e posarsi ancora
di fiocchi candidi
di assenze
alle campane in festa
di un altro inverno
che non gela a ricordar
quel che eri a respirar
d'amor che ti completa.

domenica 21 ottobre 2012

SERATE D'AUTUNNO.


SERATE D'AUTUNNO...Costantino Posa

Nelle serate grigie d'autunno

libererò i miei pensieri.

Lascerò la pioggia bagnare

le ultime parole scritte.

Nessun lamento, nessun rimpianto,

soltanto il ritornare umido del tramonto

mi porterà ad altre sere,

ad altre distanze....gocce nel tempo,

ad altre convinzioni.

Ad altre sere d'autunno

finite con un sol pensiero.

venerdì 19 ottobre 2012

NON BASTA, dedicata a “SIC”.


 

Era sempre rimasto legato a quella moto, quasi incollata all’asfalto, ma quelle immagini sono come un pugno nello stomaco. Quelle immagini hanno dimostrato che non basta essere giovani. Non basta avere passione e talento. Non basta avere voglia di sfidare, tante volte, la sorte. Quelle immagini hanno dimostrato che da sempre è la sorte ad avere ragione. Non basta dire sono giovane ed ho tutta la vita davanti a me, mentre lei la sorte, che si veste di tanti colori si diverte ad urlare: “ Sono io che decido “. Quel giorno, su quella pista, quel numero cinquantotto protetto da un doppio casco, così com’erano i suoi capelli, come un esplosione di pensieri e sorrisi, quel giorno non hanno protetto. Non hanno attutito il colpo. Quel corpo sempre aggrappato a quelle ruote, mentre il viso si è piegato a cercare gloria. Era già un numero Uno che non temeva nessuno. Se quello sguardo disperato non fosse mai esistito, ora starebbe ancora lì, aggrappato a quella moto e il sorriso con lo sguardo sempre al cielo e con la forza dirompente di chi vuol essere sempre vincente. Oggi sarebbe ancora lì a disegnare traiettorie, ad inventare sorpassi, con le braccia sempre in alto. La forza degli uomini è sempre quella di arrivare con l’intento di superarsi. Seguire le passioni e mai immaginare che tutto può finire. Su quella pista che ha tradito ci sarà sempre quel nido di capelli a sfilar più del vento. Negli occhi della gente ci sarà sempre quel bel ricordo di quel sorriso in una palla tonda-tonda, col tricolore sulla mente e il cinquantotto sulla schiena. Su quella pista di Sepang ci sarà sempre un riccio prima di chi vince: Se lo è guadagnato con quel sorriso dentro al viso.

OLTRE.


OLTRE...Costantino Posa

Ora si avvia verso il parco del riposo
non si accorge di aver dimenticato
di scrivere la parola fine.
Si pone al fianco dell'altro andato prima,
invoca il silenzio, ricoperto di foglie di un voler
bene a tutti i costi.
Dimentica, non sa spiegare la complessità
di ciò che è già successo,
si aspetta che il battito del suo cuore
esca a raccontare l'assoluto.
Si è spento nelle ore al termine del suo tempo
convinto di poterci sempre essere stato,
mentre come l'altro è solo di passaggio.

giovedì 18 ottobre 2012

ERO MORTO.


Mi chiamò subito per nome
dicendomi: " Non andare ".
Non lasciare che il buio
abbia il sopravvento.
Mentre io, duro
anche il quel momento
evitai di replicare.
Tra micro-oasi di abeti
mi fermai a riposare.

mercoledì 17 ottobre 2012

L'AQUILONE.


L'aquilone sorvola il monte
lasciandosi accarezzare dal vento:
non pensa
a quante cime l'hanno sfiorato
o a quelle che probabilmente
lo faranno.
Segue quei fiocchi di neve
lasciandosi guidare.
Ogni tanto s'inerpica
e di questo si allegra.
Da lontano
un uccello rapace
vorrebbe fermarlo
ma poi rimane fisso
a guardare.
Vorrebbe essere un aquilone
per farsi sfiorare,
per farsi lambire
da parole di vento,
piuttosto che restare
da solo
in attesa di niente.

DESIDERIO REPRESSO.


Un desiderio represso non vivrà come gli altri.

Racconta solo quello che vorrà.

Solo un pensiero promesso non morirà come sia giusto.

parlerà solo di quel che vivrà.

Provate a spiegare che è giusto morire di eccesso.

Sentieri annodati di pensieri che trovano posto solo per chi vive di gusto.

Cosa resta a chi finisce depresso? Solo la minaccia di un rimpianto

per più di un momento perso.

A PICCOLI MORSI.


 

 Scrivere e raccontare,
ancor più difficile è farsi ascoltare.
non aveva mai visto uno sguardo perdersi così.
I pensieri congelati s'inchiodano a pelle scioccata.
I bisbigli del nulla…ronzii del tempo che passa,

non hanno cancellato.

Che strano essere qui, è come un cielo che va.

E' come un tempo ritorna di complicità del silenzio

che avvolge e conserva ciò che è stato.

Quando si è soli…si è solo soli.

Si va avanti a piccoli morsi,

aspettando ancora un soffio di tempo che sfiora,

accarezza e lascia tanta tenerezza.

domenica 14 ottobre 2012

URLA: "Ti ODIO".

Perché continui a dire: Ti odio.
Mentre il tuo cuore urla: Ti amo.
Perché la vela della tua ragione
non si lascia trascinare dal vento?
Perché hai deciso di affondare
in un mare di viltà?
Come può il tempo...il tuo tempo
rinnegare chi ti ama?
Come può il tuo cuore che mi ama,
far finta di niente e dire ancora:
“ Ti odio “.

E' SEMPRE COSI'.




Il cielo di sera si tinge di rosso.
Si spera, anche se il nero ci viene addosso.
Sospiri e poi un pò ci pensi,
il gelo di cera dipinge di verde,
inseguendo il viso di chi non si perde.
Aspira a voler un pò di senso.
Il telo di vera si finge di bianco,
nasconde la frode di chi tiene banco.
Il cielo di notte si tinge di nero,
ci spia di stelle,
finché il sole diviene rosso.
Ci sveglia e poi ci riprende,
sorride e si fida del nostro cammino.
Il velo di giorno dipinge di rosa,
la noia che c'era, pian piano va via,
se lei sorride,
si veste di posa, come una sposa.

LACERAZIONE.


 

Ci vorrà del tempo per far sì
che i fantasmi degli amori
e degli odi passati tornino a ruggire,
Hanno cose più importanti da fare.
Troppo avezzi a scrutare le nebbie
e i bui delle notti incerte
per apprezzare il sole
e le luci forti di un ritorno.
E' come se il mare e lo scoglio
si affrontano senza ritegno.
Tornano in mente le parole:
Tu sei diretto là, dove la terra arde,
non lasciare che il mare risucchi
le lacerazioni di un cuore che aspetta:
E' tutto ciò che gli resta.

venerdì 12 ottobre 2012

VETRI OPACHI.


Quei vetri non lasciano più intravedere
l'ebrezza che sorprende.
Son diventati opachi come l'ostinazione,
gramegna che si diffonde,
di chi non vive di volontà.
Quei vetri non si romperanno mai,
sono come lamine d'acciaio
che non si corrode mai.
Quei vetri non si lasceranno mai
attraversare dalla luce della novità.
Sceglieranno la folta coltre
della fuligine
impregnata all'umidità del tempo.
Quei vetri non conosceranno mai
il coinvolgimento della felicità.
Preferiranno all'alba, il tramonto
che qualche volta inganna:
Se si addormenta, ti lascia al buio.
Non ti fa morire,
ma ti lascia lì a deperire.

giovedì 11 ottobre 2012

FAR PACE CON IL CUORE



Talvolta l'amore è un castigo

capace di far soffrire, quasi un tormento:

Che cosa ci sarà mai di diverso?

In quei pensieri incapaci di prenderla a volo.

L'avrebbero fatta cadere

come le bombe al suolo di un campo di croci.

L'avrebbero cercata per far pace con il cuore.

L'avrebbero raccolta

come fosse il sorgere dell'aurora.

L'avrebbero tenuta come albe rosate

a diventar sempre più fuoco rosso e arancio

tra le pieghe della nostra pelle.

mercoledì 10 ottobre 2012

PICCOLO FRATELLO.


Piccolo fratello è anche chi fra tanti si lascia convincere che è più facile prendere che guadagnarselo. Chi tante volte stanco, di giorno dorme, si riposa, mentre la notte esce come un vampiro indossando un abito ad hoc, con un bel medaglione d’oro, quasi stampato sul petto. Guadagnato magari la notte prima. Chi non suona il campanello, ma entra senza bussare nel sudore di chi come uno sciocco ha depositato, giorno dopo giorno, il risparmio di tante ore di lavoro.

Piccolo fratello è quel bravo figliolo di papà che si annoia e per superare il grigiore della monotonia ha preso gusto ultimamente a mettere fuoco a qualche barbone, già quasi morto dal freddo e dalla fame. Soltanto per divertimento. Per vedere cosa succede, seguire gli effetti e ridere a crepapelle insieme ad un altro imbottito di alcol e stupefacenti. “ non volevo ucciderlo, volevo solo divertirmi “. Piccolo fratello, come quel rumeno o albanese o anche italiano, visto che siamo in Italia, che invece di masturbarsi, senza perdere neanche un attimo ad adulare, a convincere una donna ad amarlo per quello che è, preferisce mostrarsi e agire come una bestia. Non fa male è solo uno stupro di gruppo, poi passa, basta lavarsi.

Piccolo fratello è anche quel benefattore che si danna l’anima a coltivare o a reperire nel mondo intero, tante di quelle belle sostanze che una volta ingerite o iniettate, ti portano velocemente alle stelle e spesso tante volte ti lasciano lassù.

Piccolo fratello è quel corpicino buttato tra la spazzatura, non più frutto di un amore, ma soltanto la corteccia di un dolce frutto gustato in fretta.

Piccolo fratello è anche quel ricco miliardario che sfruttando la propria condizione economica, paga a stramisura un trapianto di un organo per salvarsi la pelle. Prelevato senza scrupoli da tanti bimbi che giornalmente spariscono nel nulla, in ogni angolo della terra. Cosa importa se qualcuno soffre, l’importante è che non sono io a soffrire.

Piccolissimo fratello è quel bimbo nato da pochi mesi che a causa di una disgrazia, resta solo, costretto a vivere senza mai aver conosciuto il papà o la mamma.

Piccolo fratello è quell’uomo che da sempre parla, quasi invoca, ma non viene mai ascoltato. Ancora più piccolo è l’altro uomo, quello che fa finta di ascoltare, ma che poi spesso si gira di spalle. Troppo impegnato nel sociale, non può perdere nulla del proprio tempo, tanto meno del suo danaro.

ANCORA…DONNE e BAMBINI.


 

Ancora banalità nelle cose che scrivo. Pensieri banali, parole inutili dette da tanti ancor più vili. Il coraggio mancato di mostrarsi. Il coraggio sconsiderato di sparlare, senza mai voltarsi. Ancora banalità nelle cose scontate. Ancora rabbia per le cose mai ascoltate. Si può morir di fuoco, lo si fa anche per molto poco. Si può anche vivere per poco, lo si fa soprattutto per uno scopo. Ancora banalità nelle cose che sento. Ancora falsità, ma io non mi pento. Io almeno mi presento. Io almeno, come tanti, riesco a guardarmi dentro. Ancora banalità nelle cose che penso, mentre tu che fai? Ti diverti? Soltanto ieri piangevi di essere ancora solo. Ti mancava l’amore. Ti mancava la gioia di averle finalmente accanto. Io ti vedo, riesco a vederti, cammini solo per la via. Ancora una volta sei riuscito a superarti. Le hai volute. Le hai avute e poi le hai amate e ancora le hai uccise. Sei grande tu, sei riuscito ad essere il più grande, le hai stuprate e poi contento le hai eliminate.

domenica 7 ottobre 2012

Per te, con amore.

Venerdì
Questa raccolta ha uno scopo specifico, dare gli interi proventi delle vendite dell'antologia che si vuole creare alla Caritas il cui sito per le offerte è: http://s2ew.caritasitaliana.it/pls/caritasitaliana/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=41


Maria Rosa Barletta, Raffaele Serpe, Livio Gec, Rossana Emaldi, Lina Scasso, Costantino Posa, Soraya Lombardo, Giorgio Francioso, Maria Antonelli, Ruggiero Gorgoglione, Franco Tartarotti, Ela Gentile, Dani Pi, Giuseppina Ciongoli, Bullo Roberto Cicconi, Giuseppe Nicosia, Carmela Rossello, Annalucia Meneghini, Iole Testa
Elvio Angeletti.

I RICORDI RESTANO

Ci sono parole che non verranno dette mai.

Come quelle di bimbi mai nati.

...
Ci sono suoni che non saranno mai ascoltati.

Come i battiti di quei cuori.

Cosa importa se poi tutto finisce.

Per qualcuno non è mai incominciato.

Mentre c’è chi insiste:

“ io cerco. Io voglio. Io pretendo “.

Cosa importa se per altri tutto è mancato.

La vita è come un fiume di umori:

un giorno miti. Un giorno tesi.

Tutto và. Tutto scorre,

in un letto, a tratti, di vergogne.

Per fortuna ci restano i ricordi.

I ricordi, anche di chi non c’è mai stato.

SOGNI STRAPPATI.






Quei sogni strappati

come petali di un cuore.

Io li sento andar via,

strozzati e sospinti

dall’ingiustizia del fato.

Per chi ha sfiorato

della felicità i confini,

inseguendo spesso

il senso del di più.

Solo ora mi accorgo

di aver perso, come tanti,

ciò che avevo da sempre.

Anche tu, come me,

travolto dall’oltre,

ti sei perso nell’onda

della mesta casualità.

Lasciando a chi resta

un pianto inspirato.

Lasciando soltanto

a chi resta

i tuoi sogni strappati

venerdì 5 ottobre 2012

SOLO COME UN...


 

In queste sere di mesto inverno

Cammini solo, come un cane.

Ma questo non ti basta,

sei ancora più solo,

finalmente sei ancor più di un cane.

La tua casa non ha specchi.

Sono sicuro, la tua casa non potrà

mai avere uno specchio,

ti costringerebbe a guardarti in viso,

ti porterebbe fuori dal paradiso

Versi cosí caldi e gelidi.