martedì 31 gennaio 2012

SCIOCCHI EROI.
Una parola vietata "rispetto".
Carente rispetto per la vita
a dispetto di un comportamento perfetto.
Incapaci di diluire la propria frustrazione
solo per eccitarsi di prestazione,
caldamente inferocita di eroi,
tempesta ormonale di sciocchi zoi.
Soli alla ribalta...l'oscena piega
di una sensualità felina,
non demorde, va oltre e morde.
Indegna e spesso feroce gioventù,
incurante di quello che vuoi tu.
La vergogna ci osserva,
come la sabbia, spinta dal vento,
pizzica la pelle.
Gelida e sferzante si nasconde
immutabile, ci ripensa, sogna
come se abbia sofferto di finta
stuzzica la fantasia ed in fondo
l'importante è che tu ci sia.

Urla “ Ti odio “.
Perché continui a dire:
Ti odio.
Mentre il tuo cuore urla:
Ti amo.
Perché la vela
della tua ragione
non si lascia
trascinare dal vento?
Perché hai deciso
di affondare
in un mare di viltà?
Come può il tempo,
il tuo tempo
rinnegare chi ti ama?
Come può il tuo cuore
che mi ama,
far finta di niente
e dire, ancora:
“ Ti odio “.

venerdì 27 gennaio 2012

SENTIRSI UOMO.

Ho ammazzato per un pò di pane.
Ho ucciso per un pò di terra.
Ho eliminato per un pò d'offesa.
Ho sterminato perchè ero in guerra.
Ho stuprato per un pò d'orgasmo.
Ho rubato per non dover sudare.
Tutto questo mi fa sentire un cane,
deriso mi porta il viso fin sopra a quella terra.
Offeso per non aver amato,
di giustizia seppellito in quella strana serra,
di spasmo, piegato lungo quel prato
e per non dire, piuttosto dimenticato,
di vergogna sono nato.
Non ho voglia di sentirmi uomo.

giovedì 26 gennaio 2012

DUEMILADIECI.


Sentiva il bisogno di piangere.

Gocce disperse all'interno di un ricordo senza fine.

Quando mi diceva: " Non posso affidare la mia vita "

alle maree di un inferno.

" Non voglio più diventare malinconia "

come la luce di un crepuscolo, bella e rara,

come il vissuto insieme per poco tempo.

Perché le cose sfuggono?

Perché le stagioni concedono?

e poi a caso tolgono.

Perché raccontare il dolore?

Quando poi tutto va.

Quando è l'ultimo....tutto passa.
NERO.

Nero, il colore delle piume al vento.
Nero, il colore di un certo momento.
Nero come il buio della notte.
Nero come l'incognita della sorte.
Nero come l'oggi senza un domani.
Nero come il rimpianto delle mie mani.
Se tutto fosse, sempre, così nero,
mi piacerebbe immaginare che io non c'ero.
Se il mondo fosse sempre, solo nero.
Se il cielo fosse sempre, senza sole,
riempirei ogni stella di parole.
Suggerirei ad ogni vento dritto al cuore,
di soffiare, ogni tanto, un pò d'amore.
Non ci può essere dopo ogni notte
soltanto un'altra notte.
Baratterei ogni lettera della malinconia
con un pò di compagnia.

mercoledì 25 gennaio 2012

PERCHE’ QUI.


Perché sono qui? In questo vicolo buio.
Pareti di fuliggine, la puerilità del futuro che mi aspetta.
Non c’è alcuna prova che sono ancora qui.
Solo lampi acidi di un tempo alla cieca
verso l’oscuro, verso un mondo duro
strappato all’album di amate figurine.
Perché sono qui? Strana morte che non mi accetta.
Il silenzio strilla di ambiguità sepolta viva.
Mentre li sento, loro ridono.
In ginocchio qui non te ne accorgi
c’è anche un percorso inverso,
mentre come tanti mi sono perso.
Chissà se ieri ero nei suoi pensieri?
Tante volte il tempo si trasforma in farsa,
se per far la spesa mi ritrovo sempre steso


sui gradini di una chiesa.

lunedì 23 gennaio 2012

IN FONDO AL MARE.
Là dove il sole tramonta a mezzogiorno.
Dove le stelle gelano in fondo al mare
e gli scogli emergono a dispetto.
Là dove le lacrime si mescolano
ai perchè è capitato proprio a me.
Là dove per essere ricordati
bisognava essere morti.
Là dove il domani non potrà
mai essere un altro bel giorno.
Là dove tra un sorriso e foto oscene
non dimenticare che ho sofferto.
Là dove ti chiedo di avere
delle mie lacrime un pò di rispetto
e se puoi lascia un giglio
in fondo al mare.

domenica 22 gennaio 2012


L'UNICO GESTO.

ritratto di Costantino Posa
La verità tante volte si scioglie
come neve antica e desueta.
Forse è inevitabile che sia così.
Sono lembi dispersi di un sentimento
che non aveva voce, ma uno strido in declino.
Prima.....ogni gesto era un rituale.
Oggi l'unico gesto che ti segue
è un bacio soffiato sulle dita del tempo.
BRILLANTI RIFLESSI.

C’è una finestra che eplora il mio giardino.

Una finestra, mai colpita dal sole.

... Dove spesso mi affaccio a scrutare

Il passaggio delle stagioni.

Quella finestra, da dove, tante volte

ho visto soltanto qualcuno andare via.

Da dove spesso ho immaginato Il futuro,

mentre qualcuno fuggiva proprio da quel futuro.

Guizzi di voci lontane.

Parole che ruotano tra le amnesie

di una ragione di un uomo ormai stempiato,

senza fermarsi mai in cerca di brillanti riflessi.

venerdì 20 gennaio 2012

Alito intrigante.

Non si potrà mai ascoltare Il cadere di una neve d’inverno

Tra le coincidenze dei nostri incroci, vissute nel battito di un attimo.

Fiocchi di emozioni sciolti all’apparire del primo sole.

Tra i ciotoli sparsi e rami spezzati delle nostre antiche esistenze.

Nel ricordo di sensazioni identiche.

Umori e sussulti vissuti nello scorrere di un tempo,

ora riposano nell’attesa di un alito intrigante.

giovedì 19 gennaio 2012

NEVE NEL DESERTO.

Mare d'inverno che piange
si sbatte sulla scogliera
e rimpiange le onde calme
che accarezzano i fianchi
... morbidi di tanti amori.
Dipinge di versi sabbiosi
i visi inibiti di tanti sbalzi di cuori.
Si finge di aliti ansiosi
come i baci impetuosi di tanti osi.
Si spinge di tanti ti amo
per sempre e ancora domani
si tinge di tante promesse
sfuocate all'usura del tempo
come la neve che mai si posa
se nessuno l'aspetta
per renderla sposa.

mercoledì 18 gennaio 2012

SE?...Costantino Posa

..........se?

"Se il cielo dovesse essere sempre più buio.
Se il sole non dovesse mai più scaldare.
Se il mare si dimenticasse di sfiorare.
Se il vento decidesse di più non parlare.
Potrei anche voltarmi, non troverei nessuno.
Potrei anche decidere di non nascere più.
Potrei anche illudermi di poter vivere.
Potrei anche immaginare di non essere solo.
Se tutto questo potesse accadere,
forse mi accorgerei di non essere mai esistito.
Forse mi accorgerei di aver pianto e riso inutilmente.
Forse sarei tentato a dire: " Se?"
soltanto " Se? "."

martedì 17 gennaio 2012

UN SOFFIO  di  TEMPO.

Verranno i giorni in cui i suoi sogni folli

incroceranno occhi di carbone

o un pensiero leggero come un soffio

che non da risposte.

Basti pensare al tempo

e all'attimo fuggente, per capire

che a volte ci vorrebbe un restauro

per tornare ad essere un sol pensiero.

Magari un pò tempestuoso

e a tratti dolcemente silenzioso.

Tutto per poter dire ancora: Io amo.

Soffro e non dormo, ma amo.

Soffro per gli addii e i non ritorni,

ma, amo e sentirsi dire ancora: Ti amo

magicamente a suon di tempo, amo.

lunedì 16 gennaio 2012

PACE e VINO.

I sogni non realizzati
 non mi preoccupano più di tanto.
In questa piazza di inaspettati
e sperati incontri.
Un misto di ricordi, di fatiche.
Guerra e dolore,
volti senza nome di chi presto dimenticherò.
Questa attesa piacevole
mi rende complice di una comune felicità.
Finalmente riemergo
da questo mare di rimpianti
per ritrovare intrecci di dolci metà.
Senza mai più dover rinunciare
ai flutti di un inaspettato refrigerio
di questo nostro vino,
assai antico e raro.

venerdì 13 gennaio 2012

HAITI STO MALE.



Pendii di lunghe attese  che la mente

percorre  a cercare quel che ero.

Mani che invocano  tra polveri e lamenti.

Corpi stesi senza voglia.  Occhi che non vedono.
La terra trema. La terra vendica. La terra ordina.

Ed io ancora in balia delle tante illusioni,

non mi basta più neanche morire.

Mi chiedo, perché prima?
I miei malumori. I miei capricci. I miei rancori.

Ora che non ho più, come posso ritrovarli?

Ora che non sogno più, solo affamato, ferito, svuotato,

come posso più sperare.

La mia vita di mancanze, ora non ho neanche quelle.

Ora sono a terra,  mi guardo intorno,

la terra trema e si lamenta, non riesco più ad immaginare

come sarà il mio domani. Se ci sarà per me un domani!

mercoledì 11 gennaio 2012

Nell' eco sfiorito.

"Si dispera una mamma che ha perso un figlio.
le nuvole sono una dimora dell'animo
nel deserto insipido del nulla.
Incredula si gira e non vede più
al di fuori del vuoto della sua culla.
Sperduta nell'eco di un piccolo pensiero,
tra carezze, sospiri e battito sincero.
Si spegne una mamma di un attimo diverso,
nel sussurro di un destino perverso.
Si perde una mamma di una infinita ferita
nell'attesa di un frammento di vita.
Le nuvole sono dell'animo il rifugio
di un'ultima ora nel buio,
ahimè, del poco avuto...."

FOLLIA

FOLLIA

Un nemico invisibile.
Una beffa atroce, del voler essere diverso,
fluiva sotto forme bizzarre di inutili codici a barre.
Una cascata rosso fuoco in una mente invivibile.
Frammenti di idee disgregate in una nube
di vorticose bollicine di un "Non mi lascerò mai ".
Follie che variano secondo le fasi lunari dei suoi pensieri.
Quel bisogno di essere universo ardito e buffo,
aggiungendo confusione alla confusione,
si staglia sullo sfondo di un cuore
a cui si può parlare di tutto,
meno di cosa si aspetta il mondo da noi

martedì 10 gennaio 2012

TRA I SASSI.
Soli, tra i sassi della murgia
inseguendo i passi delle stagioni
evitando i massi delle ragioni.
Ostacoli insormontabili
di tante nostre prigioni.
Intorno tante indicazioni,
di tante inutili frustrazioni.
Non ci può essere silenzio
tra le pietre dure
di tante nostre preoccupazioni.
Non ci potranno mai essere
mille pareti e filo spinato
ad impedire al cuore
di essere almeno amato.
Non ci saranno mai profumi
tra versi mai detti
per aver perso a sfinire
tanti ancora nostri lumi.
E poi ancora, piccoli gesti secchi
a sfiorar la fronte
a xcercar parole e menti
per provare ancora
ad essere contenti.

lunedì 9 gennaio 2012

QUATTRO STAGIONI.

"Quattro stagioni, quattro grandi ragioni,
erano già tutte ormai passate.
Invano l'alta velocità dei desideri,
quella che ti fa sorvolare in su.
Incapace di condurre una vita grama,
verso altre stagioni, altri momenti,
altri aghi di eventi pungenti.
Sfruttando ogni lampo di passioni,
inseguendo un urlo di esiliando,
scoprendo che non hai
altri pensieri infarciti
di punti esclamativi,
se non quelli rimasti di scorci
e fieri interrogativi.
Come possiamo chiamare il tempo?
se non il volare di gioie
e dolori di ogni momento.
Come possiamo chiamare amore?
se non voci di donne, di uomo,
di lacrime di ogni tormento."

sabato 7 gennaio 2012

VOLA TRAMONTO.
Vola tramonto, dopo un lungo giorno. Fermati un attimo, prima della buia notte.
Che le tue luci possano ricamare gli abissi dell'anima. Tessere il silenzio di dolci parole.
La speranza che un giorno lei, lui possano cambiare.... Che il tramonto di luci possa arrivare in ogni nicchia di chi non vuole ascoltare. Scardinare ogni nebbia di chi non vuole amare.
Attraversare gli oceani di chi non vuol capire, fino a raggiungere le radici dei tuoi orizzonti.
Se puoi fermati un attimo anche laggiù, dove si vive solo di morte.
La speranza che un giorno tu possa tornare oltre la riva di chi muore di fame, di chi vive di mali.
poi torna a volare oltre la notte, per poi finalmente quaggiù ritornare.

SOLLIEVO


Destarsi al mattino e dire: che bello sono vivo.

Destarsi tutte le mattine e dire: che bello sono ancora vivo.

Tirare un sospiro e sentirsi sollevati.

Ascoltare il canto degli uccelli.

Il canto del cigno, quello dolce e melodioso,

che la leggenda dice fa il cigno morente.

Destarsi al mattino e accorgersi di non essere soli.

Destarsi tutte le mattine e scoprire di non essere mai soli.

Manifestare con parole, pensieri e sentimenti.

Tirare ancora un respiro e sentirsi sollevati.

C’è sempre qualcuno che ti ascolta.

Destarsi al mattino e sentirsi sollevati.

C’è ancora qualcuno che ti sorride.

Che sollievo destarsi al mattino

E accorgersi di non essere mai soli.

Che sollievo destarsi ogni mattino.

venerdì 6 gennaio 2012

le giornate del mio tempo.

 


Le giornate del mio tempo, non sono fatte soltanto di ore.Le giornate del mio tempo sono come tanti solchi di terra.Ogni linea, un suono.Ogni linea, un colore.Ogni linea, un volto.Ogni linea, un ricordo.Così son fatte le giornate del mio tempo.Son fatte di aromi antichi, come spezie d’oriente.Son fatte di dolci melodie, a volte leggere,a volte incalzanti,a volte insopportabili frastuoni.Tante cose volute dal cuore.Tante cose cercate lontane.Tante cose cadute dal cielo.Così son fatte le giornate del mio tempo.Son fatte di spine nel cuore, come pungenti parole.Son fatte di dolci sorrisi, come le vetrine dei bar.Così son fatte le giornate del mio tempo.Le giornate del mio tempo sono come pagine al vento.A volte volano in alto,a volte ti sbattono in faccia,a volte si posano accanto.Tante cose sognate da tempo.Tante cose perse per sempre.Tante cose ritrovate per niente.Così son fatte le giornate del mio tempo.Non sono fatte soltanto di ore le giornate del mio tempo

mercoledì 4 gennaio 2012

SOLO un ATTIMO.


Bastava frenare un attimo prima.
Bastava chiedersi....come fare due cose alla volta:
Rallentare...e continuare a vivere.
Sentire il fruscio delle foglie
o il gorgoglio di un torrente...piuttosto che vedere
scappar via ...emozioni e ricordi, oltre gli orizzonti della mente,
verso la locanda del tempo che fu.
Un millesimo di secondo per continuare ad essere ancora
al cospetto di un sorriso.
A volte desideriamo eludere l'attimo di un ritardo,
piuttosto che ritardare un attimo
che poi...Mai arriva.

lunedì 2 gennaio 2012

PRIMO DUEMIEDODICI.
Suoni, suoni nella testa, è la gente che fa festa.
dimentica e detesta il dolore e la stanchezza.
Oggi è un nuovo anno, ci accarezza quella brezza
del nuovo attimo che avverrà.
Non importa se l'età
finisce mesta il quel che berrà.
Le vicende ruvide del tempo che ci vide,
messe in fila e cestinate,
perchè gli occhi se pur stanchi
vanno oltre quello spiazzo di tormenti.

domenica 1 gennaio 2012

Zone d'ombra.

Un aspetto spelacchiato, argenteo, un pò più di quegli anni.
Un legno vecchio, con la promessa di andare ancora avanti.
A tratti, un aspetto disordinato, in compagnia di profumi
di un vissuto di rustiche beltà,
evitando sassi, che il mare ha consumato,
come un ulivo, duro e tormentato, immerso nei pensieri,
sembra diverso, come le zone d'ombra di un altro tempo
che non lascia dimenticare,
ancorato a tutto quello che accoglie
e qualche volta respinge.
Mentre le idee svolazzano,come api,
intorno al nido delle cose che amiamo
e che mai lasciamo.

VIA COL VENTO 2017.

Se l'aurora chiede: "Ma tu sei vecchio?" Viene facile dire: "No" ho solo tinto i capelli. Gli anni sono come po...