martedì 29 maggio 2012

L'ALBA DEL GIORNO DOPO.



Come è triste l'alba del giorno dopo.
L'alba di un giorno dopo l'abbandono.
Ci si sente...soli, inermi, senza parole.
Come se ti avessero amputato una parte di te,
costringendo il resto a vivere
con una parte importante mancante.
L'alba di un giorno senza sole,
senza suoni, senza battiti di cuore.
L'alba, come fosse un tramonto,
senza orizzonti, senza strade da seguire.
l'alba in cui ti viene da dire:
Mi resta........... solo morire.
L'alba di un tempo che fatica a finire.
l'alba come una pagina di un diario
senza più pagine da scrivere.
L'alba che in silenzio, sussurra:
.............................R i c o r d i.

TROPPO IN FRETTA.





E' successo tutto troppo in fretta.

La mia casa un tempo era una dolce melodia.

La mia vita un giorno era una immensa gioia.

Il mio cuore un tempo era un battiti d'orchestra.

Poi, arrivò la notte in compagnia del silenzio.

Dopo arrivò la noia a cancellare ogni gioia.

Alla fine arrivò la morte a placarne ogni istante.

giovedì 24 maggio 2012

VERGOGNA.


Ci provo, ma non riesco a spiegarmi
perché tu sei un uomo...come lo sono io.
Come fai di notte a chiudere gli occhi?
Come fai a sentirti un uomo?
Abituato a non pensare.
Come fai a non sentirti un verme?
Il tuo viso prende forma a poco a poco,
colorato di ruggine tormentata rossa,
come la terra che ti accoglie di vergogna
e senso di colpa che ti aspetta
in quella tua disperata e acida fossa.

venerdì 18 maggio 2012

CHE VUOI?


Sentirsi un pensiero sbattuto nel nulla.
Aprire un incubo e sputarci dentro.
Gridare al mondo: Che vuoi?
Io non c'entro.
Io volevo solo essere presente.
Mentre noi tutti, narrati
dal tempo che passa
a sciogliere i nodi
e variabili di tanti conflitti.
La vita, una pazzia
frammentata di gioie.
Punteggiata di visioni
e pulsioni verso
la normalità di noi viventi.
E' un incanto verso
intenzioni più miti,
se ne infischia del freddo,
del buio e delle paure
di un' ultima fine.

NON TUTTO MUORE



Fin dove la sabbia del deserto
della solitudine
riesce a colpirti dentro,
non potrà mai dire " Io non centro"
Sono state le rocce della tua testardaggine
a portarti via dalle tue regine.
I tuoi no, il tuo " ho altro da fare"
Quel vortice del tuo voler provare a tutti i costi
è il vento equatoriale che quando soffia
non accarezza, arde ogni filo verde
d'amore e di speranza.
Ci vorrebbe la pioggia, lacrime di un cuore
che non dimentica ed un pò di vento
leggero e fiero a ricordare che poi in fondo

COME GLI ALTRI.


Ora anch'io sono come gli altri che ridevano del tempo a disposizione dicevano: "ce ne tanto". Tra l'alternarsi delle stagioni convinti:"ce ne a sufficienza". Di cosa pensavano? se non che sentirsi immortali eterni come un campo d'illusi. Ora anch'io sono come gli altri che girandosi sulle orme delle emozioni, sussurravano: "non ne sono rimaste tante". E le voci fioche come echi in lontananza. Come il vento lieve che si soffoca di lamenti. Ora anch'io sono come gli altri che guardando avanti sorridono e urlando all'attimo che resta: "non puoi togliermi nulla" Io come gli altri ho già sofferto e gioito di mille sensazioni. Ho già provato tanto e non finirò di malinconici rimpianti. Ora anch'io sono come gli altri che con vanto han vissuto e pianto tanto.

martedì 15 maggio 2012

L'ANIMO.



Se l'animo potesse parlare, direbbe:

" Qui nascono i miei segreti ".

Prima, quando ero incerto

valeva la pena di riflettere.

Ora, mi sento meritevole,

posso gettare il cuore oltre l'ostacolo.

Poi, nel brivido del confine,

non più a ritroso, ma da umano a riposo,

mi dico: " Vittima dell'alternarsi dell'attimo ".

Nomade, per colpa del tempo,

cerco una rima che possa

riportarmi in cima.

IMPRONTA.




Non possono esserci

cuori senza impronte.

Un cuore senza impronte

è un cuore che non ha vissuto.

un cuore che non ha mai amato.

Un cuore che non ha mai patito.

Basta anche sola un'impronta

per poter dire: ho vissuto anch'io.

In attesa che l'ultima onda

ti porta via.

LA POESIA.



La poesia non è un grido, ma molto di più.
La poesia è tutto quello che noi siamo,
più quello che avremmo voluto essere.
Un urlo lacerante di un cuore scritto,
ripetuto più volte, quasi assordante.
L'urlo del dolore, del rimpianto e della gioia
di essere finalmente liberi........di vivere,
di comunicare........di aver provato.
Di esserci stati......di essere riusciti
soprattutto ad amare.

LA STORIA NARRA.




La storia narra di tante piccole e grandi donne. Anche i libri e i versi parlano di tante piccole e allo stesso tempo, grandi donne. Di tante piccole donne che hanno fatto nella loro vita, cose grandiose. Anche tu piccola, dolce e insicura, hai fatto della tua tolleranza e amore, un’arma che ha trasformato e resa grande la vita di un uomo piccolo piccolo. Così la tua fantasia ha colorato ogni ora della mia vita. Ed è per questo che il mio cuore ti sarà sempre vicino. Grazie e auguri per il tuoi anni che non sono tanti, possono sembrare tanti, ma sono soprattutto grandi.

INDIETRO.






Se ci volgiamo indietro oltre la mediocrità del tempo.

Dietro alle decisioni, alle intuizioni, sui sentieri tracciati

dai nostri flebili o impetuosi aliti, ci accorgiamo

di aver incrociato i passi e i pensieri

di un altro lui, di lei, di un'altra lei.

Rimane la percezione di aver lasciato

tralasciato indietro qualcosa.

Ci sono quei tratti a noi sconosciuti,

segnati dal distacco che avrebbero potuto orientarci

a pensare, ad esprimere, a non sprecare.

C'è sempre un sé, un ma, un chissà...mutevoli.

Un orientamento più o meno voluto

per capire da se ad un punto d'approdo.

venerdì 11 maggio 2012

E' BASTATO CREDERE.



E se il tempo fosse fatto di niente
non servirebbe nemmeno ricordare.
E se il cielo finto fosse stato di chi mente
non servirebbe neanche sognare.
Le stelle allucinogene
non basterebbero ad immaginare
e il vento spinto
porterebbe soltanto rimpianto.
E se il silenzio fosse fatto
veramente di tanto silenzio
e se poi tutto fosse fatto
soltanto di nulla
e se allora mi chiedo: Perché?
Piango se mi sento lasciato.
Mi tormento e mi rallegro
se di colpo mi risento amato.
E se tutto non fosse mai stato
così inutile, capirei perché:
Si è fermato in croce
solo per noi.

lunedì 7 maggio 2012

ONDA ANOMALA.


I miei passi verso il mare, cammino lento,  senza fare rumore, sulla sabbia dei ricordi.

Onde che si ritirano, si allontanano, quasi avessero paura di bagnarmi.

Quasi avessero timore di confondere i miei pensieri sparsi tra le stelle cadute

tra i granelli di brandelli di emozioni.

Come se non volessero mai più cancellare quel "Ti amo" di un tempo di un altro tempo.

Come se volessero ripagare quell'onta di un onda anomala che quando arriva,

poi sempre, si porta via.

domenica 6 maggio 2012

FUGGIASCO.




Come un fuggiasco ti allontani oltre l'orizzonte

lasciando per la via le parole e le emozioni

che un tempo ti legavano ai tanti battiti del cuore.

I tuoi passi come danza delle streghe a disperdersi nel buio

di un inutile cambiamento.

Devi aver pensato di sfuggire al tuo destino.

Devi aver cercato il tuo orizzonte dimenticando che oltre

c'è né sempre un altro e poi ancora un altro

e poi ancora un tormento e poi ancora una gioia ancora più grande.

Fermati almeno una vita ad assaporare il tempo

a viverla finalmente d'orgoglio e grande amore.

sabato 5 maggio 2012

RIFLESSI.


Sotto un tetto di rami e foglie di castagno,
un fulmine biondo e quel sorriso.
L'amore che strappa i capelli, scivola nella mente.
Rende il sapore di un mondo ormai scomparso.
A quegli intrecci che coinvolgono,
tra un pensiero e un altro, quasi per gioco, possono fare male.
Quel nome è un nome che sa di favola.
Quando i profumi e i sorrisi diventano compagni di viaggio,
si può soltanto sognare.
Fiumi a tratti silenti, mentre il cuore sta fermo e sbuffa,
libera le parole di un pensiero sconfinato come il mare.
L'eco vorrebbe essere diverso, somigliare un pò all'universo
con il tetto di astri, soli e tanti riflessi.
Mentre gli abbandoni e silenzi
lasciano soltanto perplessi.

giovedì 3 maggio 2012

MARE IN TEMPESTA.


Il mare in tempesta cancella ogni festa.
Alcuni posano la pesca in una enorme cesta.
Altri, tenendo per mano l’esca, sognano del pescator le gesta.
All’orizzonte mesta, non si ode nessuna festa.
Tutto quello che ci resta è soltanto un mare in tempesta.

RICHIAMO.


Maledetta fu quella inspiegabile fredda giornata.
Uno spazio interminabile.
Tante luci si coprono, si rincorrono
E a volte si annullano.
C’è soltanto un imperdonabile punto.
Si fra tanti suoni e alito di vento,
c’è soltanto un punto,
un gelido e misero punto.
E’ lì che il sogno di colpo svanì.
Ed è proprio lì che il futuro tornò all’indietro.
Quante volte le lancette di ognuno di noi corrono
all’infinito senza mai incontrarsi
Mentre quel giorno di novembre,
impazzì il battito del tempo.
Perché ancora oggi mi chiedo,
il perché non ascoltasti la stanchezza.
Perché abbandonasti quel dì,
il sorriso di quel piccolo fiore.
Per andare dove?
Cosa cercavi in quel giorno di solitudine?
Non era già colmo di suoni e colori il tuo cuore?
Perché in quella inspiegabile maledetta giornata,
eri in quel punto?

mercoledì 2 maggio 2012

FORSE E' COSI'.





Alcuni uomini appaiono vigliacchi,

tanti altri soltanto fiacchi.

Diceva: " non ce la farò mai ".

Collezionava forse, un pò di se.

Ma in una fredda giornata

non si è mai soli.

Se la vita parla di solitudine,

di una memoria che non riesce

a contenere nostalgia e il dimenticare.

Di una coppia di pensieri

che giocano con le parole.

L'uomo è così, non modifica

ciò che è già accaduto.

Semmai, osserva come un ombra,

inspiegabilmente attratto

dal sangue e dall'amore.

Mentre le anime belle

appaiono sempre belle,

in una giornata fredda come ieri

e come sarà domani.

martedì 1 maggio 2012

OGNI TANTO DI NOTTE.






Succede di notte, mi dice: "ogni tanto mi fermo, mi ascolto

e mi lascio condurre dalle parole...dai pensieri."

Mi parla di un vento di ieri, un perdersi di pensieri,

in un lampo....mi porterà là dove tu c'eri.

Mi dirà: chi criticava il non passar del tempo,

mi condurrà tra le dune di un deserto di rancori,

dove non c'è un solo dei tuoi tormenti,

mi dirà:" si doveva parlare " come soltanto è capace,

instancabile, chi non si nasconde dietro a riserve di paure.

Un pensiero inevitabile...oltre il gelo del tempo andato.

Uno sguardo sospeso, mi restituisce il tripudio

degli umori caldi della vita, a scorgere in qualche modo,

almeno una traccia tra i fili di emozioni,

soffiando il suo alito vitale al di là delle chiome del vissuto,

scoprendo che non hai altri pensieri, oltre le gioie,

dei timori che mi prendono d'assalto quando il tempo,

prediletto e represso, esprime tanto di un sol dolore.

NON POTRO'.



Non potrò mai dimenticare
il dire di chi non sa parlare.
Di chi ti elogia e poi ti offende.
Di chi ferisce e poi dice:
Chi sono io per giudicare.
Non potrò mai non ricordare
il tempo perso a chiacchierare
con tanti fogli da strappare
parole da cancellare
e sogni da cullare.
Vorrei essere di un ragno una rete
per fermare chi poi parte.
Vorrei essere, di un tempo,
la possibilità di un tornare.
Non potrò mai dimenticare
chi sa parlare per amare.
Di chi scrive per ricordare
di chi sa veramente amare.

Una luce nel tempo.