martedì 31 luglio 2012

SPREAD TROPPO ALTO.




Le lacrime a stento trattenute

La promessa di ritrovarsi ancora

La delusione per chi non ha deciso

Le parole e i sorrisi condivisi

e quei battiti

che non potranno fare altro

che accompagnarci,

quasi a prenderci per mano

per tutto il tempo che resta.

Le voglie a stento contenute

L’illusione di chi ha deriso

Le notti e i silenzi mal divisi

e quei fremiti

che non potranno mai dire

dimentichiamoci

quasi a sorprenderci man mano

per tutto il tempo

e l’amor che si arresta.

lunedì 30 luglio 2012

ANCORA UN ANNO...."Luoghi di parole".

Concorso “Luoghi di parole” la Aletti Editore dopo aver visionato il materiale pervenuto in redazione ha deciso di inserire la sua poesia “Ancora un anno” all’interno del libro Luoghi di parole. Il libro sarà pubblicato nella seconda metà di Novembre 2012, in modo da poter utilizzare il volume anche come strenna natalizia:

 
ANCORA UN ANNO.

E pensare che la primavera

verrebbe come ieri

a sciogliere le nevi

del mio cuore gelato.

Accorgersi che essa, in fondo,

non potrà mai scaldare

più del vento d'estate

capace di riportare in vita

tutto quello che di tempesta

è andato,

col sorriso sul sospiro

senza alcun rimpianto.

Anche oltre

un altro autunno

e posarsi ancora

di fiocchi candidi

di assenze

alle campane in festa

di un altro inverno

che non gela a ricordar

quel che eri a respirar

d'amor che ti completa.

AVREMMO DOVUTO.




Tante volte  dopo aver detto addio alla malinconia
bisognerebbe invertire la marcia
e possibilmente partire da zero.
La felicità ha un percorso tutto suo.
Prima ci invita a partecipare,
poi, ogni tanto, ci sgrida e ci lascia
nel gelo dell'abbandono.
La scatola nera della nostra memoria
avrebbe dovuto registrare ogni nostra parola detta.
Ogni attimo rimasti fermi.
Avremmo dovuto chiedere a noi stessi....giustizia.
Dai ritiri dei nostri silenzi......blindati,
avremmo dovuto urlare: " C'ero, ci sono, ci sarò sempre ".
Avremmo dovuto sussurrare: " Io amo, io ti amo, io ti amerò sempre ".

A PICCOLI MORSI.





Scrivere e raccontare

ancor più difficile è farsi ascoltare.

non aveva mai visto uno sguardo perdersi così.

I pensieri congelati s'inchiodano a pelle scioccata.

I bisbigli del nulla…ronzii del tempo che passa,

non hanno cancellato.

Che strano essere qui, è come un cielo che va.

E' come un tempo ritorna di complicità del silenzio

che avvolge e conserva ciò che è stato.

Quando si è soli…si è solo soli.

Si va avanti a piccoli morsi,

aspettando ancora un soffio di tempo che sfiora,

accarezza e lascia tanta tenerezza.

martedì 24 luglio 2012

Madre, terra nostra.

MADRE...TERRA NOSTRA.

A te che non ti sei mai arresa. Hai nascosto le tue lacrime per non mostrare la tua fragilità. A te madre dipinta di nero e offesa...immolata al gelo del tempo che passa. A te che non ti sei mai persa invocando un pò di serenità. A te donna ferita, piegata al cielo di atrocità inaspettate. A te che hai fatto del dare e dell'aspettare sereno il tuo sempre non chiedere nulla. A te che hai fatto del silenzio il tuo sorriso. A te sospiro, come sarebbe bello poter risalire la corrente di un fiume che va.

giovedì 12 luglio 2012

AMORE e SDEGNO.





Dov'è finita la rabbia

di quelle notti senza sonno?

Come è sfinita la sabbia

di quei sogni senza freno.

Quella felicità rassegnata

racconta di essere stata ingannata.

Potrei chiamarla sfiga

purchè mi faccia ritentare.

Non credo di aver bisogno di pentimenti

o pacche sulle spalle.

Mi sento vile e forte

come un uomo che ha vissuto.

Un uomo ricco di parole

dettate dai battiti del cuore.

Un uomo che non ha bisogno

di sostegno

perchè ha già provato amore e sdegno.

E poi bastano i sentimenti,

silenzi e sguardi al cielo

è da lì che è incominciato

ed è lì che il cuore

si è da un pò incamminato.

martedì 10 luglio 2012

OCCHI






Occhi che sorridono,  fanno sorridere,  

fanno felici.

Occhi che piangono,  fissano il nulla,  

fanno pensare.

Nei miei passi,  fingo di non guardare.

I miei occhi lo sanno, ti fissano,

 leggono dentro.

Capiscono, vorrebbero parlarti.

Vorrebbero dirti: Sii sempre felice.

Vorrebbero urlarti: Di non mollare.

Vorrebbero dirti : Di non abbandonarti.

Se le parole stan zitte, gli occhi ti parlano.

Tra il bene e il male c'è sempre qualcosa

che in fondo vale.

sabato 7 luglio 2012

ENIGMA.






Una corda al collo,

per chi odia per amare.

Un patibolo,

per chi ama per odiare.

Abissi chiari,

quasi sempre disturbati da un enigma:

Quello di essere uomo,

costretto a dover scegliere,

tra l'onere della prova

e la prova dell'onere.

venerdì 6 luglio 2012

SILENTI.


Non si può rimanere silenti
Non c'è stata nessuna parola
da consegnare alla storia.
L'uomo libero e di diritto
non si è vergognato
di non avere nessuna
ipocrita dignità;
ha omaggiato l'assassinio
del proprio tiranno
carnefice del suo popolo.
Nessuna breccia nelle coscienze,
non poteva essere altrimenti:
E' più facile eliminare
senza rischiare di profanare
quella insolita primavera
che fa dell'uomo
il carnefice
della propria coscienza.

giovedì 5 luglio 2012

POI VA.





Solo a decidere
aveva trovato una macchia.
Una speranza lasciata sola:
"L'idea della soglia aperta a tutti "
ma lei, la felicità
non ha un punto fisso.
Lei dà e quando vuole toglie.
La felicità è solo un attimo
poi và.
Non si lascia fermare
dall'inedia del momento.
Lei và...dove c'è
più di un turbamento.

lunedì 2 luglio 2012

PERCHE' QUI?





Perché sono qui?  In questo vicolo buio.

Pareti di fuliggine, la puerilità

del futuro che mi aspetta.    

Non c’è alcuna prova che sono ancora qui.

Solo lampi acidi di un tempo alla cieca

verso l’oscuro, verso un mondo duro

strappato all’album di amate figurine.

Perché sono qui?  Strana morte

che non mi accetta.

 Il silenzio strilla di ambiguità sepolta viva.

Mentre li sento, loro ridono.

In ginocchio qui non te ne accorgi

c’è anche un percorso inverso,

mentre come tanti mi sono perso.

Chissà se ieri ero nei suoi pensieri?

Tante volte il tempo si trasforma in farsa,

se per far la spesa mi ritrovo sempre steso

sui gradini di una chiesa.

domenica 1 luglio 2012


·         AD UN VIL.

E così quel verme eccitato
creò un profondo solco
tra l'essere omo o un porco.
Lei morirà,
dopo soltanto un attimo d'amore.
Lui vivrà ogni giorno
guardandosi di vergogna.
Per non aver scelto l'omo
ad una fogna.

Versi cosí caldi e gelidi.