domenica 30 settembre 2012

VERRA' DOMENICA.


 

 
Leggero sei tornato

ancora sospinto

dalle ore della notte,

quando è il buio  che si esalta.

E' il chiarore di un mattino

che ancora si sbadiglia,

mentre lei per averti

ancora un momento, dice: 

Non andare è già domenica.

Poi si gira e si rigira,

tu fai finta di non sentire

vorresti lì restare,

ma c'è il bar che ti aspetta.

Il lavoro da finire.

I conti da saldare

e poi, quel cornetto

finalmente da gustare.

Tanto sai che lei ti lega

e poi, la sera, ancora lì

che ti pensa e poi aspetta.

Tanto sai, che se non è oggi

e neanche domani,

prima o poi verrà Domenica.

da:"KABUL...un inferno per tornare a vivere".


Quel legno deluso ha ascoltato ogni mio respiro. Ha sentito l’alito di ogni promessa. Il calore di tanti nostri baci. Quella panca messa lì per ricordare quell’amore tradito. Quel nostro “non ci lasceremo mai”, mentre quel maggio, quel giorno di maggio, mi ha visto passare dietro ad una bara in un corteo di addio di un padre mancato. Avevo soltanto quei pochi vent’anni, mentre lei non era venuta. Dispiaciuta, non mi aveva seguito. Solo quel giorno, alzando il capo, sperando di vederla ancora lì, mentre mi aspetta. Legno tradito, tu solo hai capito cosa vuol dire vederla lì, abbracciata ad un altro. Solo quel giorno ho capito di essere solo. Solo quel giorno ho capito, non basta morire per essere ferito.

venerdì 28 settembre 2012

SI è FERMATO ADDOSSO…Costantino Posa


 

 

Chiamami ancora uomo,
senza svelare troppo.
Senza perdersi nel fruscio
di spighe di pensieri

che non sanno parlare;

disciolte nell'alito

di una notte che non vuole finire:

Quello che ogni tanto ho fatto

mi è rimasto addosso,

ad annusarmi ancora

senza migrare al vento.

Senza chiedersi troppo

se sono ancora uomo.

giovedì 27 settembre 2012

AMICA ILLUSIONE... Costantino Posa

Una compagna perfetta: L'illusione
coperta di abiti riciclati
A tratti confusa...sbatteva al vento
A tratti spavalda...sognava a cento.
per noi cresciuti a pane e speranza.
A tratti mortificata...detestava a stento
tra le fughe forzate dei nostri sentimenti.
A fatto filtrare la delusione
A tratti soffusa...sedeva accanto
A tratti si scusa... rideva e pianto
per noi vissuti a fame e costanza.
A tratti si usa...diceva a vanto.

martedì 25 settembre 2012

COME CADENTI...Costantino Posa

Le stelle, che forse decoravano la sommità dei miei pensieri,

in parte perdute o sostituite dai miei inutili timori,


scendono come cadenti tra i sogni travolti e stracciati dai venti.


E' inevitabile, oggi come nel tempo andato


possono raccontare


della follia che mi ha guidato.

:"Kabul...un inferno per tornare a vivere".



Tratto dal mio prossimo:"Kabul...un inferno per continuare a vivere".

Lei si fermò, le sue mani non erano in evidenza, gelosamente o opportunamente tenute nascoste. Mi fissò intensamente, feci altrettanto. Quegli occhi neri fermi sui miei, mi parve che tutti i colori intorno entrassero l’uno nell’altro e cangiassero sotto il peso del suo sguardo.
 
Aprii gli occhi, ero sotto la doccia quasi bollente. Il vapore occupava la mente. Quella morte, come le altre, mi pugnalava dentro. Ancora un giorno, soltanto un giorno e sarebbe tornato a casa. Mi venne spontaneo: - “Kabul, vaffanculo".

lunedì 24 settembre 2012

DENTRO DI NOI...Costantino Posa


 

 Le nostre finestre sul mondo

 talvolta c'ingannano.

 Altre volte ci aiutano a capire.

 Se un piccolo dubbio ci assale

 lo sguardo cambia nel tempo.

 nel silenzio riesce a sentire,

 allunga le mani

 se tocca è certo che è lei.

 Quegli odori a volte molesti

 ti lasciano scegliere.

 Ti aprono al mondo,

 fin dove sappiamo osare

 e le parole e i sospiri

 fino a toccare il cuore,

 a costringerlo

 a palpitar di gemiti

 o ad ammutolirsi

 per non destar sospetto.

 A far tacere ogni spasmo

 dentro al nostro petto.

sabato 22 settembre 2012

NON TUTTO MUORE.




Fin dove la sabbia del deserto
della solitudine
riesce a colpirti dentro,
non potrà mai dire " Io non centro"
Sono state le rocce della tua testardaggine
a portarti via dalle tue regine.
I tuoi no, il tuo " ho altro da fare"
Quel vortice del tuo voler provare a tutti i costi
è il vento equatoriale che quando soffia
non accarezza, arde ogni filo verde
d'amore e di speranza.
Ci vorrebbe la pioggia, lacrime di un cuore
che non dimentica ed un pò di vento
leggero e fiero a ricordare che poi in fondo

non sempre tutto muore.

LE OMBRE.



Le ombre ci seguono,
ci girono intorno,
Vorrebbero afferrarci,
prendono forma.
Ci inseguono col fiato in gola,
non parlano, non ridono, non piangono,
si piegano soltanto
quando noi siamo stanchi.
Riposano quando è il buio che fa festa.
Qualche volta si vergognano di noi,
ma non ci abbandonano,
vanno via solo,
quando siamo noi a dover partire.

LA FELICITA' SMEMORATA.



C'è un'aria strana nella mente
come un tam-tam tribale.
Una cosa che mi spaventa.
Una cosa venata di tristezza.
Lungo i marciapiedi del tempo
la vita non aveva altro da offrire.
I pensieri tritati come piccoli relitti di sogni
diventati quasi invisibili
per chi per anni portato a credere al reciproco.
E' la prima e unica volta...nella quale mi sono accorto
che gli uomini hanno paura.
Hanno paura del passar del tempo...inesorabile.
Paura dell'abbandono e per non aver più di un rimpianto
a vagar come un pirata anonimo tra mille suggestioni altrui.
NO...non è così...non può essere così.
Non posso non avere sogni e rubare quelli vostri.
Le cose a cui tengo non sono altrove.
La mia felicità è solo smemorata.
La mia felicità è sempre nel mio cuore.
Nelle parole di chi mi ha parlato.
Nei pensieri di chi mi ha sempre amato.
Negli sguardi di chi mi ha fissato.
Nell'animo di chi mi ha ascoltato.

NON PRIMA.


 Ieri aveva un nome, oggi un altro,
domani forse come prima.
Cercando di corrompere
l'andare del tempo.
Vorrebbe essere di tempo
per decidere quando apparire.
Vorrebbe essere di vento
per decidere quando partire.
Sa di dover un giorno morire,
ma non prima di aver scritto
e soprattutto non prima
di essere stato letto.
Ieri ero io, oggi sei tu,
domani un altro.
Sognando di mutar nel tempo
il colore della sua pelle.
Vorrebbe essere di cuore
per amare fin quando si muore.
Vorrebbe essere come noi
per lasciare una traccia al poi.
Sa di dover un giorno tornare,
ma non prima di avere il mio nome
o il tuo…o domani quello di un altro

venerdì 21 settembre 2012

I PENSIERI.



I pensieri tu li segui,
li ascolti, li lasci arrivare.
Si accavallano, passano, urlano
e ripassano.
tutti vogliono far parte.
Passano velocemente dal cuore alla mente.
Alcuni allegri, vorrebbero restare
e tu li vuoi trattenere.
Altri meno belli, nervosi
irritano e tu vorresti farli andare.
I pensieri si confondono
tra presente, passato e futuro
non ti ascoltano,
vogliono soltanto mettersi in mostra.
I pensieri sussurrano,
suggeriscono, fanno compagnia
e non ti lasciano mai.
Certe volte portano scompiglio
ma sono gli unici
che non ti lasceranno mai.

IDENTITA' VELATE.


Le identità strappate
non sono fogli di carta
tantomeno foglie aride
di una stagione che si cambia.
Sono entità mai amate.
Sono figli di carne
più o meno come chi se la ride
di una ragione che non cambia.
Sono identiche al contorno
delle nostre coscienze dannate.
Sono fatte di lacrime e rabbia
e di giustizie saccheggiate.
Le identità cancellate
non tornano indietro,
ti restono dentro.
Ti tengono sveglio.
Ti chiedono soltanto
di non dormire contento.

martedì 18 settembre 2012

AMOR PER...


Non occorre guardare oltre,
basta ascoltare il cuore
che batte al ritmo
incessante delle onde.
Amore è sporcarsi le mani di terra
per creare un giardino di fiori.
Amore è alzarsi presto al mattino
per dedicarsi a chi ha bisogno.
Amore è avere la forza d'indignarsi
per l'uomo che non ha abbastanza
voglia di amore.
Amore è lasciarsi trasportare dal vento
fino a sbattere sulla scogliera
dell'indifferenza.
Amore è accorgersi che ti manca.
Amore è accontentarsi del poco che si ha,
mentre l'altro che ti guarda
con occhi spalancati e maltrattati
forse non ha avuto nemmeno quello.

lunedì 17 settembre 2012

SE MIGRAR.


 

 
Era ieri, dalla mia terra rossa di speranza, vergogna e sangue
coperta a tratti dalle ombre, bagnata dalle lacrime
di un dover scappare via a tutti i costi.
Un prezzo da pagare per non dover mai più
scrivere nella sabbia che il vento adirato per rabbia cancella via.

Non era solo l'uomo e la donna da salvare,
ma le parole e idee da urlare e di diritto da tramandare.
Chissà perché ieri scacciata esiliata come l'oggi evitata o a stento accettata.
Ho anch'io sangue rosso d'occidente
piango, soffro, muoio e se posso
torno a morir ancor d'oriente.

ROSE NON SCHIUSE.

 
Scuoteva il capo, un pò persa
Le braccia del tempo
lasciavano intravedere
la sua malinconia.
Sola, sempre sola, per la via.
Come spighe di grano
piegate al vento,
sempre in un senso.
Sempre un ripenso.
Le sue labbra serrate di freddo
come petali di rose non schiuse.
Taceva il cuore un pò spento
in balia di un certo tormento
ma, i contorni del buio
son fatti di luce
di musica
d'incontri di sole
e poi il mare
che invita ad amare.
Che fa se per un pò mi sono persa,
oggi mi sento molto diversa.

IN FONDO AL CUORE.

Circostanze che portano altrove lontano dal proprio cuore.
Evitando di guardarsi dentro per paura o comodità.


Senza mai chiedersi: Chi sei? Chi avresti voluto essere?
Quel cuore lasciato solo a custodire ogni nostro segreto.


Quel cuore che non lascia uscire alcun dolore

e i momenti che ci hanno visto sorridere.
Quel cuore che trattiene a stento


le parole che avremmo voluto dire
e le spine che trafiggono


il nostro passato tante volte incerto.
Quel cuore che ci accompagna

verso il fondo di un altro cuore.


Quel cuore che se pur provato

insegue le emozioni condivise
ed ancor più quelle mai provate.

sabato 15 settembre 2012


C'ERA UNA VOLTA.

Patir di vento tra il gelo della folla.

Sentirsi un alieno, senza venire da lassù.

Un uragano di nullità, vissuto da vivo di viltà,

di chi perdente, come un uomo  senza mete,

sui vetri a sfoglie di non vedente.

L'abisso di chi soffre, poi assente, è finita,

la gioia della vita, brevemente.

OLTRE ILGUSTO.


 

OLTRE IL GUSTO.

 Non senti l'urlo che cade

 dei sogni che non si sono

 mai svegliati.

 Non vedi le ombre spostarsi

 di tanti che non si sono fermati

e gli orizzonti che non sono

mai orizzonti.

 Sono muri di ferro e cemento

 dove sbatte da un pò il tuo lamento

 e le piogge, senza nuvole in cielo

 sono lacrime, rabbia e gelo.

 Non senti il profumo

 e non tocchi le labbra

e i rintocchi di un cuore

 che batte.

 Non credi sia giunto il momento

 di vivere

 un pò senza sgomento.

venerdì 14 settembre 2012

DIPENDE DA TE.


Un destino davvero felice:
ora crudele, ora beffardo
vuole mordere la vita
oltre le sue stesse ambiguità.
Pescare nelle proprie vite
in un turbinio di emozioni
e passioni
per trovare quei se
che un tempo agitavano.
Così diversi.
Così vuoti di risposte,
mentre i cuori trascinano
miracolosamente sopravvissuti
ai tanti ma, verso:
Il se si vuole, si può.
Come musicanti
che rifiutano l'assenza di suoni.
Come naviganti che eludono
la caparbietà dei tuoni
verso altri porti buoni.
Dipende tutto da te
e da quello
che ti fa stare bene.

UNA VITA.

Racconto di un tempo...di un luogo,
della varietà degli orizzonti.
Ognuno con la propria dignità.
Tante pagine di un libro,
a tratti stanco...demotivato.
Un libro che parla di noi...di voi, degli altri.
Un libro senza fine...senza parole a vuoto.
Pagine di una vita densa...profonda.
Storie piene di risvolti a tratti esaltanti,
mentre il vuoto scarnificato della malinconia,
ridotto alla sua nuda inutilità,
credeva di sorprendermi,
parlandomi di chi non c'è.
Di chi ogni tanto va via.
Di chi si allontana.
Di chi tante volte odia.
Come fa ad essere così diabolica?
Come fa ad immaginare di poter sostituire
un'intera vita con la parola " Fine ".
Non ci potrà mai essere una fine.
Per una vita che se ne infischia
della velocità del tempo.
Una vita che continua a scrivere,
di un tempo...di un luogo
e della varietà degli orizzonti.

giovedì 13 settembre 2012

DOMANI RITORNA.




Le malinconie si affannano sotto il gelo del non ci voglio pensare.
Mentre le aspettative restano a guardare il fermarsi delle emozioni.
Là dove c'è un equivoco che non ti lascia sperare.
Ma io non sono inquieto, sapevo che la vita poteva prendersi gioco
del mio scegliere e crederci, consapevole come tante altre volte
di dover comunque coesistere con il rigido inverno degli addii.
Ancora una volta, la neve silenziosa mi faceva stare bene.
Mi dice: " Oggi è una giornata come tante...Domani vedrai l'amore ritorna “.

mercoledì 12 settembre 2012

Costantino Posa


Costantino Posa.........Curriculum letterario. 

nato ad Acquaviva delle fonti (BA) il 30/09/1950
Presente su varie antologie poetiche di: PRAGMATA-ALETTI-GDS-PENSIERIPAROLE-POESIAERIVOLUZIONE-YOUCANPRINT.

Presente su rivista online: “Isola negra” di Giovanna Mulas  

                                         Opere Inedite” di Luigia Sorrentino (RAINEWS24). Una pagina personale.
Pubblicazioni: "LE GIORNATE DEL MIO TEMPO" youcanprint....Autobiografico.(2012)
                   
                      "AMORE E SDEGNO" youcanprint.....silloge poesie.(2013)
                   
                      "IL MIO SE AVRA' PAGINE DI VENTO" youcanprint....antologia di poesie.(2013)
                   
                      "IN FONDO AL CUORE" youcanprint .....antologia poesie.(2014)

Coautore di “ Collane di perle ” silloge poetica con vari autori .

Coautore di “ Il profumo del loto ” silloge poetica con vari autori.

 pubblicazione nel libro: “ 150 anni dell’unità d’Italia  Lettere all’Italia, presentato al Consiglio regionale   Lazio dall’associazione culturale Pragmata, nell’anno 2011  (77 autori su 150 partecipanti).

Finalista in vari concorsi e numerose pubblicazioni su varie antologie ( una poesia per ogni antologia).

Finalista 1^ edizione “ Scrittori per Talitha ” con lettera: “Ad un figlio mai nato”.

Menzione speciale e Targa di merito al premio internazionale città di Bitetto, con silloge poesie : 

“Il lento mutar del tempo”.

Pubblicazioni:  1° “Emozioni in versi” quaderno personale di 40 poesie con la “GDS EDIZIONI”.

                          2° “Collana di perle” poesie (11) con altri autori  (Sonia Demurtas)“EDIT SANTORO ”.

                          3° “Il profumo del loto” poesie (3)con altri autori (Sonia Demurtas)“EDIT SANTORO”.

                          4° “Cara Italia” Epistolario alla nazione a cura di (Monica Palozzi)   “PRAGMATA”.

martedì 11 settembre 2012

il Dolce vento degli Angeli.


 

 

Loro, mi hanno detto che non esistono.

Io non li vedo, ma li sento.

Li sento quando resto nel silenzio.

Quando chiudo gli occhi e non so dove andare.

Sono loro che accarezzano la mente.

Sono loro che col vento delle ali

mi fanno respirare.

Sempre attenti a suggerire

quando non è ancora tempo di partire.

Soffiano sull’umore

e sulle scelte del mio cuore.

Sono loro che mi dicono

non fidarti del di più,

pensa solo a quello che di poco mi fa felice.

Di quei demoni spavaldi,

non temere se m’illudono di ori,

le gioie della vita sono nelle mani

di chi mi accompagna

e quando è l’ora di tornare

sempre pronti a prendermi per mano

e sollevando un dolce vento

mi riportano a testa alta

dritto-dritto verso il mio cielo.

UNDICI SETTEMBRE (Costantino Posa):


 
 Il crollo delle torri gemelle. Cosa c’è di orribile in tutto questo? Una demolizione come tante altre. Solo che sotto quelle macerie, sono finite tutte le speranze di duemilasettecento anime. Tanti proget...
ti messi insieme in tanti anni di studio, di lavoro, di crescita. Tante famiglie decurtate dagli affetti. Tanti sogni infranti. Sai quanti di quei poveracci si erano sentiti, finalmente arrivati? Quante poltrone conquistate. Poi quel giorno gli angeli venuti dal cielo.
Quanti di quelli si erano vantati che lì, in quel posto si era al sicuro: “ non sarebbero mai arrivati quassù “. Quel giorno, gli angeli neri, come una crociata al contrario, hanno di colpo aperto uno scenario spaventoso, sproporzionato, inquietante.
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lunedì 10 settembre 2012

QUATTRO PASSI SULLA LUNA.

Avevo bisogno di stare un pò da solo.
Ho fatto quattro passi sulla luna.
Da lì, ho rivisto la mia terra.
Da lì, mi è sembrata ancor più bella.
Di quel caos, non c'era niente.
Niente ori da inseguire.
Vette da scalare.
Niente cuori da scaldare.
Conti da saldare.
Un pò goffo mi sono detto:
quasi, quasi qui ci resto.
Niente più telefonini.
Niente versi da cantare.
Sogni da inseguire:
In questa calma celestiale
ho pensato: ora accendo
il mio canale,
ma la cosa strana è
che non avevo
neanche quello.
In questa voglia
di cambiare,
non avevo
più il mio mare.
Niente onde da inseguire.
Niente vento da ascoltare
ed allora mi sono detto:
vuoi vedere che resto solo.
Ho chiuso gli occhi
ed ho pensato:
attraverso quella porta
tra parole e sentimenti,
rientro tra la gente.
Quando poi mi son svegliato
un frastuono infernale,
però lei, accanto a me
era ancora lì
che dormiva.

Costantino Posa...AMORE e SDEGNO.


AMORE e SDEGNO.

 

Dov'è finita la rabbia

di quelle notti senza sonno?

Come è sfinita la sabbia

di quei sogni senza freno.

Quella felicità rassegnata

racconta di essere stata ingannata.

Potrei chiamarla sfiga

purchè mi faccia ritentare.

Non credo di aver bisogno di pentimenti

o pacche sulle spalle.

Mi sento vile e forte

come un uomo che ha vissuto.

Un uomo ricco di parole

dettate dai battiti del cuore.

Un uomo che non ha bisogno

di sostegno

perchè ha già provato amore e sdegno.

E poi bastano i sentimenti,

silenzi e sguardi al cielo

è da lì che è incominciato

ed è lì che il cuore

si è da un pò incamminato.

sabato 8 settembre 2012

SENSO DI COLPA.

Senso di colpa
Vive soprattutto di notte
tragico e confuso,
il senso di colpa
di chi uccide la vita
per una inutile morte.
Si nutre di solitudine
e mesta vergogna.
Si punge di spine
di fiori d'ardesia.
si spegne di albe
al tramonto recise.
Si chiede chi sei?
Si unge di eclissi
e di chiodi fissi.
Si pente e si fissa
lungo i sentieri
alterni di rosso
e di nero inchiostro,
come gli orrori
arditi e svaniti
di ogni errore nostro.

giovedì 6 settembre 2012

L'uomo, L'ESASPERAZIONE.


L'uomo, essere umano, quando vuole allunga la sua mano.
L'uomo scacciato dall'essere normale sa quando far male.
Si accumula di ricchezze, spesso vive di schifezze.
L'uomo, un bagliore di Dio è la versione del " Me la vedo io ".
Vive d'ideali, spesso vola senza ali.
L'uomo che uccide ed ha stuprato non si sente trascurato,
incurante degli effetti si trasforma in zone d'ombra.
Non sopporta la coscienza, se ne infischia del pentimento.
Si trasforma in illusione, detesta il rispetto.
Urla: " Son d'onore ", piange e prega in ginocchio
solo quando è lì per terra, steso, in attesa del suo amico prete.

mercoledì 5 settembre 2012

L'INTIMITA'....Costantino Posa


L'intimità comunica sensazioni.
Il merito è della luna...della penombra.
Fu così che venne il momento di dire: " Ti Amo".
e poi ancora "Ti Amo"...sempre più forte.
Poi l'incuria, con cautela,

come se volesse negare il chi era,
si trincerò dietro a un " Non è più tempo ".
Oltre la spessa coltre di un ripetersi:
"Le cose cambieranno"
offrendosi alle sberle di un arcigno alternarsi
di un attimo con un altro attimo,
quasi un intreccio di un ieri con un domani
e poi ancora un'altra luna.
Il merito è della penombra
che non ti lascia più vedere.

martedì 4 settembre 2012

ESSERE DIVERSO...Costantino Posa


 

Ho voglia di essere diverso.

Ho voglia di camminare nudo dentro me stesso,

per vedere se mi detesto.

Ho voglia di girarmi controcorrente.

Ho voglia di sfacciataggine

per cancellare alcune mie pagine.

Ho voglia di essere sbagliato,

ma non posso, se scrivo e mi consolo

mi accorgo di essere me stesso.

ANGELI e DEMONI in VERSI. Costantino Posa: ESSERE DIVERSO....Costantino Posa

ANGELI e DEMONI in VERSI. Costantino Posa: ESSERE DIVERSO....Costantino Posa: Ho voglia di essere diverso. Ho voglia di camminare nudo dentro me stesso, per vedere se mi detesto. Ho voglia di girarmi controcorren...

SPEZZATI DAL VENTO....Costantino Posa

SPEZZATI DAL VENTO.
In una notte senza luna fingono di non aver paura.
Sono uomini come noi, ragazzi come noi, inscatolati in quel lince.
Saltati su un ordigno. Ancora missione di pace.
Ma, non è vero, tra le sabbie del tempo, dietro alle dune, spesso
c'è qualcosa che luccica, se ti prende, ti lascia sul posto.
Ragazzi come noi, coperti da elogi sperticati, mai dimenticati.
Mai più ritornati.
Spezzati dal vento.           Costantino Posa

lunedì 3 settembre 2012

VENTO.....Costantino Posa


Adesso mi dici vento...perchè?
non asciugasti mai le lacrime che versai.
Dov'eri? quando il fuoco mi bruciava dentro.
Dov'eri? quando quella mano scivolò via.
Mi dici vento...perchè? non portasti ancora,
suoni, profumi, parole e carezze
nei vortici del silenzio del mio cuore.
Vento...perchè?

ogni tanto non fermi il treno degli addii.
Perchè ogni tanto non spingi controvento
e fai in modo che almeno lei ritorni.

domenica 2 settembre 2012

UN SOGNO.


E’ strano, ieri ero felice, mi mancava soltanto il mio mare, quel mare che oggi ha portato via la mia casa. Quel mare sognato ogni notte. Desiderato ogni giorno, ogni volta che al risveglio mi affacciavo alla vita. Era lì dopo quel ponte che ora non c’è più. Oltre quel muro che in un solo attimo è venuto giù. Oltre quei suoni messi a tacere in quel giorno di ieri. E’ strano era già da un po’ che desideravo andare incontro a quel mare. Ci dovevo andare con lei, ancor prima di renderla mia sposa. Evviva, avevo deciso di portarla ancora a quel mare. E’ strano non sono riuscito neanche a svegliarla, è stato il mio mare a portarmela via. Ho visto la mia chiesa, dove avevo deciso di portarla come mia sposa. L’ho vista andar via, inclinata su un fianco, ferita. L’ho vista andar via senza un suono di campana verso il largo di terra laggiù. Ho chiuso gli occhi per un attimo, per me era soltanto un misero sogno, poi ho contato fino a dieci, suggerendomi che era soltanto un sogno. Un sogno era immaginare di poter essere ancora felici. Ho riaperto gli occhi, non c’era neanche la mia bici. E pensare che ieri temevo di perdere il posto, ora guardo laggiù, non vedo neanche quel chiostro più in su. E’ strano ho provato a chiamarla laggiù, la sento ma lei non verrà mai quaggiù. Ho richiuso gli occhi per solo un attimo in più. Poi pian piano ho spiato tutto intorno, girandomi intorno a me stesso, mi sento in un posto diverso. Lei non c’è più, la mia casa è finita laggiù, la mia vita ancora più in là, al di là del prossimo domani. Strizzo gli occhi, non penso, se è un sogno vorrei svegliarmi al più presto, ma se poi tutto è così, preferisco dormire di più.

UN SOL PENSIERO.


 

 

In un luogo segreto del non posso dimenticare,

fantasmi maltrattati di emozioni forti

che non vogliono scappar via,

pendolari di sensazioni difficilmente tenuti fermi

da catene di un tempo andato.

Inquietanti fantasmi di un non voler cancellare

vengono sottratti all'oblio di stagioni

che si sorpassano, si cancellano, si giustificano

con un " non posso farci niente ".

Emerge un urlo lacerante di un sol pensiero:

" Io ho amato " mi son piegato, allontanato,

ma non mi sono mai ingolfato.

Folgorato, maledetto, non son cambiato.

Tormentato di onde di vento,

non mi sono rassegnato.

Ho ascoltato, nel silenzio, anche quando

mi sono sfragellato, se non mi ha mai amato

e poi ho aspettato, anche quando

non è più tornato.

VAI VIA.


 

 

Corri fuori, percorri quel viale dei ricordi

per sentire, ancora oggi, l'acre odore dei sospesi,

evitando le pozze degli offesi,

infiltrati attraverso soffi malandati.

Chiudi un attimo gli occhi,

sentirai quei battiti roventi

da cui nascevano quei brontolii

inconfondibili di cuori deserti,

dove giacciono ancora manichini da vetrine,

ormai sventrati, mentre i ritmi impazziti

creano flussi di sospiri per simulare

l'effetto tumultuoso dei sentimenti

e prima di andartene, voltati

a sorridere e non dire: " non mi hai dato "

semmai pensa a quanto m'hai rubato.

VOGLIA.


 

Un impercettibile fremito

di una mai provata fantasia,

quasi proibita, le scrollava i sensi.

Lei non avrebbe mai dovuto neanche immaginare,

mentre ne conteneva più della voglia di provare.

Si rilevò più ardita di un giusto rimprovero,

incapace di resistere,

come lo slancio di un cuore insolente

sfuggito al supplizio di un amore vero.

Volo “quattro, quattro, sette.”

 E’ stato soltanto un attimo.

Il cielo buio come l’abisso.

e il vento imprecava come

se volesse strapparci via.

Come fossimo sogni di carta.

E’ stato soltanto un attimo.

E per un attimo ho pensato.

Come è bello naufragare

In questo mare di notte.

Poi avvolto in un vortice

di ali spezzate, ho sperato.

Di essere almeno da solo.

Ma è stato soltanto un attimo,

quel mare sognato è diventato

un muro di schianto.

Soltanto un attimo senza pietà

per chi come noi trascinati

e perduti sull’onda del fato.

VIA COL VENTO 2017.

Se l'aurora chiede: "Ma tu sei vecchio?" Viene facile dire: "No" ho solo tinto i capelli. Gli anni sono come po...