martedì 30 ottobre 2012

Le giornate del mio tempo di Costantino Posa.wmv

LA DIGNITA’ DI UN “NO”


.
La dignità di un "NO"
che eccita rispetto
attraverso percorsi leggibili
di un comportamento coerente.
Gli eventi che lo formeranno:
La sua credibilità
L'incognita di una domanda
"Perché"?
sembra uscita da uno strano
parapiglia della mente.
Tutti sanno come è cominciata,
nessuno sa mai, come finirà.
Non ci resta
che farsene una ragione.

GIRA SU SE STESSO.



Ho provato a fermare il mondo, ma non ci riesco,
rotola su se stesso e lo fa molto spesso.
Ho provato ad invertire rotta, ma è stato un fiasco,
come ieri mi sono preso un'altra botta.
Ho provato a fermarmi un attimo,
superato da un altro fischio,
sorpassato da chi poi corre.
Ho provato a fingermi morto, ma lì al fresco,
ho sentito soltanto gelo, non è servito
e allora mi sono spinto un pò più in alto,
solo lì ho trovato un pò del mio cielo.

IL dolce VENTO degli ANGELI.






Loro, mi hanno detto che non esistono.
Io non li vedo, ma li sento.
Li sento quando resto nel silenzio.
Quando chiudo gli occhi e non so dove andare.
Sono loro che accarezzano la mente.
Sono loro che col vento delle ali
mi fanno respirare.
Sempre attenti a suggerire
quando non è ancora tempo di partire.
Soffiano sull’umore
e sulle scelte del mio cuore.
Sono loro che mi dicono
non fidarti del di più,
pensa solo a quello che di poco mi fa felice.
Di quei demoni spavaldi,
non temere se m’illudono di ori,
le gioie della vita sono nelle mani
di chi mi accompagna
e quando è l’ora di tornare
sempre pronti a prendermi per mano
e sollevando un dolce vento
mi riportano a testa alta
dritto-dritto verso il mio cielo.

COME SIA POSSIBILE VEDERE LE STELLE




Non potrà mai essere diversa la notte buia senza pelle inespressa,
se la luna scompare oltre quella duna.
Non potrà mai essere persa oltre l'indifferenza e vergogna.
Non stupirti se l'oscurità attraversa la vita, la rendono unica
se la luce del giorno riappare di albe in salita di ancora un domani.
Non stupirti se la verità riappare oltre quella duna,
non potrà mai essere persa se la notte apparirà diversa,
è destinata a scuotere l'anima, a svelarne il segreto
di come oltre la vita e la morte sia sempre possibile
vedere le stelle come le mete, oltre l'apparenza e la gogna
di tante inutili infelicità.

domenica 28 ottobre 2012

LE SUE COSE.


La sua pelle mangiata dalla sete
si trascina inseguendo strani tormenti.
Poteva essere diverso se i suoi pensieri
si fossero nutriti di mete.
Poteva essere diverso se le sue luci
si fossero trasformati in comete.
La sua voglia bruciata d'ardore
si avvicina cercando altri momenti.
Poteva essere un inverso se il suo cuore
si fosse invaghito d'amore.
Poteva essere furore se le sue sensazioni
fossero dettate da vere emozioni

sabato 27 ottobre 2012

PASSA IL VENTO.


PASSA IL VENTO.
di.....Costantino Posa.

Quel silenzio che tace
solo quando passa il vento.
Sussurra sottovoce:
Non lasciarla mai da sola.
Non lasciarti ingannare
segui sempre la tua via
ma non dimenticare
tutto quello che hai passato.
Le parole che non hai detto
le luci di tanti occhi
e i battiti dei cuori.
Quel silenzio forse tace
ma sa farsi ascoltare.
Sussurra, spesso, sottovoce
fino a quando torna il vento
a passo lento
per non farti spaventare.

mercoledì 24 ottobre 2012

QUEL LEGNO TRADITO.


Quel legno deluso ha ascoltato
ogni mio respiro.
Ha sentito l’alito di ogni promessa.
Il calore di tanti nostri baci.
Quella panca messa lì
per ricordare quell’amore tradito.
Quel nostro :“ non ci lasceremo mai ”
non mi aveva seguito.
Legno tradito tu solo hai capito
cosa vuol dire vederla lì
abbracciata ad un altro.
Solo quel giorno
ho capito di essere solo.
Solo quel giorno ho capito
non basta morire per essere ferito.

lunedì 22 ottobre 2012

ME...MORIA.



Costantino Posa..........ME...MORIA.

Ogni volta che guardo quel filo spinato
io li vedo, sono ancora lì.
Ogni volta che guardo quei vagoni di pianto
io li sento, sono ancora lì
Ogni volta che guardo quei forni tormenti
io chiudo gli occhi e ci penso
sono ancora lì, a chiedersi perchè?
Ogni volta che tu... urli per niente
io mi vergogno e non dimentico.

ACQUA...VIVA.


Le strade, i vicoli, le chiese del mio paese,
ricordi conservati negli scantinati di un cuore stanco.
Nostalgia silente di stagioni frizzanti
di chi è semplicemente desideroso di ricordare:
Acquaviva...da tempo in fuga
sulla riva della mia vita.
Sofferta, sopita, mai dimenticata
per tratti sconosciuta.
Avvolta dalle mie nubi che quasi sussurrano:
Sono ancora lontana, ahimè, aspettando un tuo lamento.
Nostalgia di quelle sere di pianto
si confonde tra le stagioni geniali del mio tempo,
generando un intreccio del caos che mi sta dentro:
è la curiosità di giocare con le parole
un medesimo filo unificante.
Tutti hanno un rimpianto
pochi sanno ricordare come noi ragazzi
di tanti anni fa.

ANCORA AUTUNNO.

ANCORA AUTUNNO...Costantino Posa
Questo autunno che tarda a venire
costretto a tenere lo sguardo fisso
su quelle bacche rosse
che diventano sempre più rosse
e le foglie ormai rinsecchite
di un pessimo umore
che induce soltanto alla fuga.
Talvolta soffoca il pensiero
di ciò che sta per accadere.
Quasi certo che ci farà del male
e le notti intricate dei miei dolori:
Non ho paura,
ma c'è sempre qualcosa
di mutato
se il vuoto riesce
a riempirti il cuore.

LUCCIOLE.

Solo dai nostri sospiri si capisce
se il momento è già domani.
Frammenti di presenze sparsi
tra le ceneri del tempo.
Smarriti come i pensieri
portati via dai venti autunnali.
I miei amori li lascio lì
in un cielo senza stelle
mentre una luna confusa
s'infrange sul continua a cercare.
Come l'impossibile,
che le lucciole cancellino
il buio.
Come i capricci del vento
che a volte soffia piano,
sempre da una parte
e la pelle punta i piedi:
"Non ho sentito nulla"
I miei ritorni li aspetto lì
sicuri del possibile.
Dove di sera, le lucciole
si caricano di pensieri.

ANCORA UN ANNO.


 

 
E pensare che la primavera
verrebbe come ieri
a sciogliere le nevi
del mio cuore gelato.
Accorgersi che essa, in fondo,
non potrà mai scaldare
più del vento d'estate
capace di riportare in vita
tutto quello che di tempesta
è andato,
col sorriso sul sospiro
senza alcun rimpianto.
Anche oltre
un altro autunno
e posarsi ancora
di fiocchi candidi
di assenze
alle campane in festa
di un altro inverno
che non gela a ricordar
quel che eri a respirar
d'amor che ti completa.

domenica 21 ottobre 2012

SERATE D'AUTUNNO.


SERATE D'AUTUNNO...Costantino Posa

Nelle serate grigie d'autunno

libererò i miei pensieri.

Lascerò la pioggia bagnare

le ultime parole scritte.

Nessun lamento, nessun rimpianto,

soltanto il ritornare umido del tramonto

mi porterà ad altre sere,

ad altre distanze....gocce nel tempo,

ad altre convinzioni.

Ad altre sere d'autunno

finite con un sol pensiero.

venerdì 19 ottobre 2012

NON BASTA, dedicata a “SIC”.


 

Era sempre rimasto legato a quella moto, quasi incollata all’asfalto, ma quelle immagini sono come un pugno nello stomaco. Quelle immagini hanno dimostrato che non basta essere giovani. Non basta avere passione e talento. Non basta avere voglia di sfidare, tante volte, la sorte. Quelle immagini hanno dimostrato che da sempre è la sorte ad avere ragione. Non basta dire sono giovane ed ho tutta la vita davanti a me, mentre lei la sorte, che si veste di tanti colori si diverte ad urlare: “ Sono io che decido “. Quel giorno, su quella pista, quel numero cinquantotto protetto da un doppio casco, così com’erano i suoi capelli, come un esplosione di pensieri e sorrisi, quel giorno non hanno protetto. Non hanno attutito il colpo. Quel corpo sempre aggrappato a quelle ruote, mentre il viso si è piegato a cercare gloria. Era già un numero Uno che non temeva nessuno. Se quello sguardo disperato non fosse mai esistito, ora starebbe ancora lì, aggrappato a quella moto e il sorriso con lo sguardo sempre al cielo e con la forza dirompente di chi vuol essere sempre vincente. Oggi sarebbe ancora lì a disegnare traiettorie, ad inventare sorpassi, con le braccia sempre in alto. La forza degli uomini è sempre quella di arrivare con l’intento di superarsi. Seguire le passioni e mai immaginare che tutto può finire. Su quella pista che ha tradito ci sarà sempre quel nido di capelli a sfilar più del vento. Negli occhi della gente ci sarà sempre quel bel ricordo di quel sorriso in una palla tonda-tonda, col tricolore sulla mente e il cinquantotto sulla schiena. Su quella pista di Sepang ci sarà sempre un riccio prima di chi vince: Se lo è guadagnato con quel sorriso dentro al viso.

OLTRE.


OLTRE...Costantino Posa

Ora si avvia verso il parco del riposo
non si accorge di aver dimenticato
di scrivere la parola fine.
Si pone al fianco dell'altro andato prima,
invoca il silenzio, ricoperto di foglie di un voler
bene a tutti i costi.
Dimentica, non sa spiegare la complessità
di ciò che è già successo,
si aspetta che il battito del suo cuore
esca a raccontare l'assoluto.
Si è spento nelle ore al termine del suo tempo
convinto di poterci sempre essere stato,
mentre come l'altro è solo di passaggio.

giovedì 18 ottobre 2012

ERO MORTO.


Mi chiamò subito per nome
dicendomi: " Non andare ".
Non lasciare che il buio
abbia il sopravvento.
Mentre io, duro
anche il quel momento
evitai di replicare.
Tra micro-oasi di abeti
mi fermai a riposare.

mercoledì 17 ottobre 2012

L'AQUILONE.


L'aquilone sorvola il monte
lasciandosi accarezzare dal vento:
non pensa
a quante cime l'hanno sfiorato
o a quelle che probabilmente
lo faranno.
Segue quei fiocchi di neve
lasciandosi guidare.
Ogni tanto s'inerpica
e di questo si allegra.
Da lontano
un uccello rapace
vorrebbe fermarlo
ma poi rimane fisso
a guardare.
Vorrebbe essere un aquilone
per farsi sfiorare,
per farsi lambire
da parole di vento,
piuttosto che restare
da solo
in attesa di niente.

DESIDERIO REPRESSO.


Un desiderio represso non vivrà come gli altri.

Racconta solo quello che vorrà.

Solo un pensiero promesso non morirà come sia giusto.

parlerà solo di quel che vivrà.

Provate a spiegare che è giusto morire di eccesso.

Sentieri annodati di pensieri che trovano posto solo per chi vive di gusto.

Cosa resta a chi finisce depresso? Solo la minaccia di un rimpianto

per più di un momento perso.

A PICCOLI MORSI.


 

 Scrivere e raccontare,
ancor più difficile è farsi ascoltare.
non aveva mai visto uno sguardo perdersi così.
I pensieri congelati s'inchiodano a pelle scioccata.
I bisbigli del nulla…ronzii del tempo che passa,

non hanno cancellato.

Che strano essere qui, è come un cielo che va.

E' come un tempo ritorna di complicità del silenzio

che avvolge e conserva ciò che è stato.

Quando si è soli…si è solo soli.

Si va avanti a piccoli morsi,

aspettando ancora un soffio di tempo che sfiora,

accarezza e lascia tanta tenerezza.

domenica 14 ottobre 2012

URLA: "Ti ODIO".

Perché continui a dire: Ti odio.
Mentre il tuo cuore urla: Ti amo.
Perché la vela della tua ragione
non si lascia trascinare dal vento?
Perché hai deciso di affondare
in un mare di viltà?
Come può il tempo...il tuo tempo
rinnegare chi ti ama?
Come può il tuo cuore che mi ama,
far finta di niente e dire ancora:
“ Ti odio “.

E' SEMPRE COSI'.




Il cielo di sera si tinge di rosso.
Si spera, anche se il nero ci viene addosso.
Sospiri e poi un pò ci pensi,
il gelo di cera dipinge di verde,
inseguendo il viso di chi non si perde.
Aspira a voler un pò di senso.
Il telo di vera si finge di bianco,
nasconde la frode di chi tiene banco.
Il cielo di notte si tinge di nero,
ci spia di stelle,
finché il sole diviene rosso.
Ci sveglia e poi ci riprende,
sorride e si fida del nostro cammino.
Il velo di giorno dipinge di rosa,
la noia che c'era, pian piano va via,
se lei sorride,
si veste di posa, come una sposa.

LACERAZIONE.


 

Ci vorrà del tempo per far sì
che i fantasmi degli amori
e degli odi passati tornino a ruggire,
Hanno cose più importanti da fare.
Troppo avezzi a scrutare le nebbie
e i bui delle notti incerte
per apprezzare il sole
e le luci forti di un ritorno.
E' come se il mare e lo scoglio
si affrontano senza ritegno.
Tornano in mente le parole:
Tu sei diretto là, dove la terra arde,
non lasciare che il mare risucchi
le lacerazioni di un cuore che aspetta:
E' tutto ciò che gli resta.

venerdì 12 ottobre 2012

VETRI OPACHI.


Quei vetri non lasciano più intravedere
l'ebrezza che sorprende.
Son diventati opachi come l'ostinazione,
gramegna che si diffonde,
di chi non vive di volontà.
Quei vetri non si romperanno mai,
sono come lamine d'acciaio
che non si corrode mai.
Quei vetri non si lasceranno mai
attraversare dalla luce della novità.
Sceglieranno la folta coltre
della fuligine
impregnata all'umidità del tempo.
Quei vetri non conosceranno mai
il coinvolgimento della felicità.
Preferiranno all'alba, il tramonto
che qualche volta inganna:
Se si addormenta, ti lascia al buio.
Non ti fa morire,
ma ti lascia lì a deperire.

giovedì 11 ottobre 2012

FAR PACE CON IL CUORE



Talvolta l'amore è un castigo

capace di far soffrire, quasi un tormento:

Che cosa ci sarà mai di diverso?

In quei pensieri incapaci di prenderla a volo.

L'avrebbero fatta cadere

come le bombe al suolo di un campo di croci.

L'avrebbero cercata per far pace con il cuore.

L'avrebbero raccolta

come fosse il sorgere dell'aurora.

L'avrebbero tenuta come albe rosate

a diventar sempre più fuoco rosso e arancio

tra le pieghe della nostra pelle.

mercoledì 10 ottobre 2012

PICCOLO FRATELLO.


Piccolo fratello è anche chi fra tanti si lascia convincere che è più facile prendere che guadagnarselo. Chi tante volte stanco, di giorno dorme, si riposa, mentre la notte esce come un vampiro indossando un abito ad hoc, con un bel medaglione d’oro, quasi stampato sul petto. Guadagnato magari la notte prima. Chi non suona il campanello, ma entra senza bussare nel sudore di chi come uno sciocco ha depositato, giorno dopo giorno, il risparmio di tante ore di lavoro.

Piccolo fratello è quel bravo figliolo di papà che si annoia e per superare il grigiore della monotonia ha preso gusto ultimamente a mettere fuoco a qualche barbone, già quasi morto dal freddo e dalla fame. Soltanto per divertimento. Per vedere cosa succede, seguire gli effetti e ridere a crepapelle insieme ad un altro imbottito di alcol e stupefacenti. “ non volevo ucciderlo, volevo solo divertirmi “. Piccolo fratello, come quel rumeno o albanese o anche italiano, visto che siamo in Italia, che invece di masturbarsi, senza perdere neanche un attimo ad adulare, a convincere una donna ad amarlo per quello che è, preferisce mostrarsi e agire come una bestia. Non fa male è solo uno stupro di gruppo, poi passa, basta lavarsi.

Piccolo fratello è anche quel benefattore che si danna l’anima a coltivare o a reperire nel mondo intero, tante di quelle belle sostanze che una volta ingerite o iniettate, ti portano velocemente alle stelle e spesso tante volte ti lasciano lassù.

Piccolo fratello è quel corpicino buttato tra la spazzatura, non più frutto di un amore, ma soltanto la corteccia di un dolce frutto gustato in fretta.

Piccolo fratello è anche quel ricco miliardario che sfruttando la propria condizione economica, paga a stramisura un trapianto di un organo per salvarsi la pelle. Prelevato senza scrupoli da tanti bimbi che giornalmente spariscono nel nulla, in ogni angolo della terra. Cosa importa se qualcuno soffre, l’importante è che non sono io a soffrire.

Piccolissimo fratello è quel bimbo nato da pochi mesi che a causa di una disgrazia, resta solo, costretto a vivere senza mai aver conosciuto il papà o la mamma.

Piccolo fratello è quell’uomo che da sempre parla, quasi invoca, ma non viene mai ascoltato. Ancora più piccolo è l’altro uomo, quello che fa finta di ascoltare, ma che poi spesso si gira di spalle. Troppo impegnato nel sociale, non può perdere nulla del proprio tempo, tanto meno del suo danaro.

ANCORA…DONNE e BAMBINI.


 

Ancora banalità nelle cose che scrivo. Pensieri banali, parole inutili dette da tanti ancor più vili. Il coraggio mancato di mostrarsi. Il coraggio sconsiderato di sparlare, senza mai voltarsi. Ancora banalità nelle cose scontate. Ancora rabbia per le cose mai ascoltate. Si può morir di fuoco, lo si fa anche per molto poco. Si può anche vivere per poco, lo si fa soprattutto per uno scopo. Ancora banalità nelle cose che sento. Ancora falsità, ma io non mi pento. Io almeno mi presento. Io almeno, come tanti, riesco a guardarmi dentro. Ancora banalità nelle cose che penso, mentre tu che fai? Ti diverti? Soltanto ieri piangevi di essere ancora solo. Ti mancava l’amore. Ti mancava la gioia di averle finalmente accanto. Io ti vedo, riesco a vederti, cammini solo per la via. Ancora una volta sei riuscito a superarti. Le hai volute. Le hai avute e poi le hai amate e ancora le hai uccise. Sei grande tu, sei riuscito ad essere il più grande, le hai stuprate e poi contento le hai eliminate.

domenica 7 ottobre 2012

Per te, con amore.

Venerdì
Questa raccolta ha uno scopo specifico, dare gli interi proventi delle vendite dell'antologia che si vuole creare alla Caritas il cui sito per le offerte è: http://s2ew.caritasitaliana.it/pls/caritasitaliana/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=41


Maria Rosa Barletta, Raffaele Serpe, Livio Gec, Rossana Emaldi, Lina Scasso, Costantino Posa, Soraya Lombardo, Giorgio Francioso, Maria Antonelli, Ruggiero Gorgoglione, Franco Tartarotti, Ela Gentile, Dani Pi, Giuseppina Ciongoli, Bullo Roberto Cicconi, Giuseppe Nicosia, Carmela Rossello, Annalucia Meneghini, Iole Testa
Elvio Angeletti.

I RICORDI RESTANO

Ci sono parole che non verranno dette mai.

Come quelle di bimbi mai nati.

...
Ci sono suoni che non saranno mai ascoltati.

Come i battiti di quei cuori.

Cosa importa se poi tutto finisce.

Per qualcuno non è mai incominciato.

Mentre c’è chi insiste:

“ io cerco. Io voglio. Io pretendo “.

Cosa importa se per altri tutto è mancato.

La vita è come un fiume di umori:

un giorno miti. Un giorno tesi.

Tutto và. Tutto scorre,

in un letto, a tratti, di vergogne.

Per fortuna ci restano i ricordi.

I ricordi, anche di chi non c’è mai stato.

SOGNI STRAPPATI.






Quei sogni strappati

come petali di un cuore.

Io li sento andar via,

strozzati e sospinti

dall’ingiustizia del fato.

Per chi ha sfiorato

della felicità i confini,

inseguendo spesso

il senso del di più.

Solo ora mi accorgo

di aver perso, come tanti,

ciò che avevo da sempre.

Anche tu, come me,

travolto dall’oltre,

ti sei perso nell’onda

della mesta casualità.

Lasciando a chi resta

un pianto inspirato.

Lasciando soltanto

a chi resta

i tuoi sogni strappati

venerdì 5 ottobre 2012

SOLO COME UN...


 

In queste sere di mesto inverno

Cammini solo, come un cane.

Ma questo non ti basta,

sei ancora più solo,

finalmente sei ancor più di un cane.

La tua casa non ha specchi.

Sono sicuro, la tua casa non potrà

mai avere uno specchio,

ti costringerebbe a guardarti in viso,

ti porterebbe fuori dal paradiso

50 anni fa....Sembra ieri.


 “ 50ANNI FA”.

4 giugno 2011, finalmente il giorno tanto atteso. Eppure sembra ieri, in realtà sono passati 50 anni. Un emozione molto forte, anche se ho cercato di trattenerla dentro. 50 anni, sono tanti, ma il cuore, soprattutto il cuore, non dimentica. La foto con i compagni di classe, fatta nello stesso ordine di quella che ci ritrae in classe. L’assenza di chi non è riuscito a partecipare. Il dolore ad apprendere che uno di noi non ce l’ha fatta. Il ricordo, intenso, dell’amico maestro di un tempo. Scoprire che anche lui, soprattutto lui, prima di me, pieno di passione verso la poesia. La sua voce registrata, che in dialetto, come un tempo, ci parla dell’amore, dell’emozione e soprattutto del ricordo. La consapevolezza di essere stati istruiti nel modo migliore ad affrontare questi nostri lunghi ed intensi 50 anni di vita. La foto sui gradini della scuola “De Amicis”, i 150 anni dell’Unità d’Italia, consapevoli di essere grandi protagonisti di eventi meravigliosi. Grati a chi come il nostro antico maestro “ Nicola Capozzo “, per averci indicato la via e il modo giusto di andare avanti nel tempo. Un grazie per avermi suggerito, in silenzio, la via verso la scrittura e la poesia in modo particolare:

HO SCRITTO.

Ho scritto del mare, del vento, dell'onda che ogni tanto resta sull'altra sponda. Ho scritto del riso, del pianto e dell'abbandono.

Ho scritto del ritorno e di chi, indietro, non torna mai più. Ho scritto del giorno, della notte e del gelo che spacca il cuore.

Ho scritto dell'amore, della vita e di chi ogni tanto muore. Ho scritto del fermento che ogni tanto sento.

Ho scritto tanto di ogni tradimento. Ho scritto ciò che sento.......senza alcun pentimento.

Ho scritto del tempo, delle rughe e del bianco dei capelli. Ho scritto anche del rimpianto e della fine di un lungo viaggio.

Quello che non scriverò mai è solo la parola fine. Non ci potrà essere una fine per tutto ciò che scrivo.

Qualcun'altro continuerà a scrivere del bene che io sento.

 

Le lacrime, a stento trattenute, dall’amico Bruno. La gioia, negli occhi di ognuno di noi e la promessa di ritrovarci ancora, chissà, fra altri 50 anni. Un po’ di delusione per chi, pur potendo, non ha deciso di partecipare. Le parole, i racconti, i dolori, i sorrisi, condivisi con quei tanti che con il cuore hanno deciso di non rinunciare.

Una giornata indimenticabile, che non potrà fare altro, che accompagnarci per tutto il tempo che ci resta. Da parte di un piccolo poeta, un abbraccio ed un grazie all’Italia, alla scuola “De Amicis”, al maestro “Nicola Capozzo”, a Giovanni, per aver mantenuto fede alla promessa e un grazie e un arrivederci a tutti i vecchi compagni di scuola.

Costantino Posa

giovedì 4 ottobre 2012

AMORI ANDATI.




Nel ricordo scippato al tempo ho rivisto un amore,
che ha dentro di sé un esito quasi fatale, inutile.
Quello di essere una follia.
Quella che non ti fa capire.
Quella che ti fa urlare: " ti Amo ".
Quella che ti lascia dire: " Solo Quello ".
Inerpicata ad un "si", si raccorda con le rocce dell'età.
Quando poi tutti sembrano scontenti di tutto,
ha fatto quello che voleva fare, andare via.
Quando si invecchia, restano soltanto i sogni,
quelli che  ti fanno vedere “Nulla di nulla.”
Mentre i nostri pensieri sono strumenti a corde
se parlano del tanto vissuto
o grandi Gong se urlano di amori ormai andati.

ORA e per SEMPRE.


ORA e per SEMPRE.

Ritornando al passato, al suo passato,
ho rivisto l'uomo, il ragazzo, le passioni, i sogni,
la voglia di arrivarci. Le sue sconfitte di allora.
Le sue mete mai raggiunte. Il suo amore di un tempo.
Come allora, ora e per sempre.
Il suo cuore nutre per sempre.
Il suo cuore a tratti intrappolato.
Mai vinto, quasi annientato, mai fermato.
Tra alberi di gioie che crollano fragorosamente,
macerie di sentimenti immerse nelle acque grigie
di ciò che a tutti accade.
L'ambiguità di certi momenti.
Le conquiste di ogni attimo.
Subito dopo la certezza di essere contento.
Allora, ora e per sempre.

AD UN VAGABONDO.


Quante volte uomo ti sei fermato ad un semaforo? Quante volte a quel semaforo si è avvicinato un vagabondo? Tante volte, neanche tanto vecchio. Con tanti stracci addosso e un profumo da vicolo malsano di tante vecchie città. Quante volte uomo hai abbassato il vetro del finestrino? Quante volte uomo hai avuto il coraggio di guardarlo negli occhi? Quante volte hai messo la mano in tasca? Ma soprattutto ti sei mai chiesto il perché? Perché mai, tuo fratello si riduce in quello stato. O peggio chi di noi lo ha condotto a quelle condizioni? Quali governi hanno determinato tante diversità di esistenza? E tu, vagabondo, perché ti sei lasciato andare? Cosa nasconde il tuo passato? Le luci della metropoli, le vetrine ammalianti. Cinque stelle. Tutto luccica. Tutto splende. Peccato che solo in quella strada oscura, ci sono ai lati tanti cartoni. Ogni cartone un respiro. Ogni cartone un cuore che batte a stento. Quante cicche passate i ripassate. Vetri di bottiglie vuote. Occhi chiari diluiti di lacrime. Quanti sguardi nel vuoto. Possibile che nessuno ti ha mai amato? Come è nata la tua solitudine? E tu, perché non sei solo in quel contenitore senza stelle? Sei tu che hai scelto la compagnia? O sono i cani che ti hanno scelto per rubarti un po’ di pane? Mentre tu, perché non dici niente? Perché non ti muovi? Hai gli occhi spalancati. Stai guardando lassù. Sei tu che hai chiesto di essere chiamato? E’ assurdo, ecco cosa ha lasciato indietro la civiltà. E’ come se un treno passa veloce. Sale su solo chi ce la fa. Gli altri sono lì. Aspettano che qualcuno da lassù li riporti a casa.

mercoledì 3 ottobre 2012

HO SCRITTO.


 
 

Ho scritto del mare, del vento, dell'onda

che ogni tanto resta sull'altra sponda.

Ho scritto del riso, del pianto e dell'abbandono.

Ho scritto del ritorno e di chi, indietro, non torna mai più.

Ho scritto del giorno, della notte e del gelo che spacca il cuore.

Ho scritto dell'amore, della vita e di chi ogni tanto muore.

Ho scritto del fermento che ogni tanto sento.

Ho scritto tanto di ogni tradimento.

Ho scritto ciò che sento.......senza alcun pentimento.

Ho scritto del tempo, delle rughe e del bianco dei capelli.

Ho scritto anche del rimpianto e della fine di un lungo viaggio.

Quello che non scriverò mai è solo la parola fine.

Non ci potrà essere una fine per tutto ciò che scrivo.

Qualcun'altro continuerà a scrivere del bene che io sento.

martedì 2 ottobre 2012

FOGLIA ARIDA

 
Scrivevo al vento anche quando era inesistente.
Anche nei giorni senza vento.

Aspettando inutilmente il cadere di una foglia arida.

Ferite mai rimarginate.

Fughe senza ritorni.

Si è acceso un buio tra i raggi di luce immensa,

lasciando soltanto tracce a chi tace

e per non dormire pensa

lunedì 1 ottobre 2012

unnerochiaro.blogspot.com


BIANCO e NERO.
unnerochiaro.blogspot.com


Nei suoi versi c’è l’uomo che ha vissuto  tutto quello che  trasmette e la capacità di farsi notare sottilmente manifestando  attraverso la  poesia tutte le sue debolezze di uomo nei confronti della vita stessa come        anche dell’amore e della fede. Difficile far finta di niente  davanti alle sue  poesie, e avere dei premi o non averli ha poca importanza in certi campi, perché  a volte sono proprio le persone che possono dare il meglio a  rimanere in disparte in quanto si temono. Le sue poesie sono vere poesie come pochi sono i  veri poeti anche se tutti scrivono, la composizione delle sue poesie è personale con un ritmo incalzante ed ogni sua poesia è un racconto della sua stessa anima di uomo non spettatore ma protagonista in assoluto della sua vita  e del suo scorrere.

IL PREZZO DEI SOGNI.


 E' normale sognare di più.
 E' normale cogliere il sangue perso dei cuori spacciati dalle offese.
 E i sogni, come cani randagi con tanta fretta di scappare;
 sono tanti come gli uomini capaci di fermare i No.
 Sono ancora di più quelli che non ci hanno mai detto Si.
 Il prezzo da pagare? Lo puoi fare...dimenticare i Flop
 e chiudere gli occhi sperando di essere
 ancora in tempo per sognare.

Versi cosí caldi e gelidi.