sabato 30 marzo 2013

AMOR VILE.


In una serata di pura follia
lei doveva sparire.
Restava solo il tempo
di dimenticarla.
Prima quando arrivava
rubava il tempo alla noia.
Ora non può più guardare
la sua vita nelle mani di un boia.
Il fragore del suo respiro
ha creduto di essere altrove.
Il suo leggero gorgoglio
credeva di essere
la sua dolce metà.
malinconica
resta inerme
ferita da tanta sua
mesta viltà.

giovedì 28 marzo 2013

UN PO' OPACHI E PERSI.



Ci sono ali che non sanno più volare
Sono come quei pali che non sanno indicare.
Ci sono mali che non sanno sanguinare
Sono quelli cercati per non voler amare.
Sono come i sali ... senza acqua da salare.
Sono cali che lasciano dimenticare.
Sono come il sangue che scorre senza vene
e le parole dette senza suoni.
Sono gabbie che trattengono il cuore
non si lasciano spiegare.
Fino a quando poi si muore.
Sono orme sulla sabbia
portate via dalla rabbia.

lunedì 25 marzo 2013

E' NOTTE.





E' notte, apro gli occhi e mi chiedo, perchè?
Dormiamo tutti come ghiri.
Il mio pensiero incontra i miei timori,
mi suggerisce, senza costringermi:
No, non te la prendere, se alcune volte correnti di rabbia, fanno misteri.
In questo buio silenzio, in attesa del sole del mattino,
si riprende l'andar del tempo, mentre il desiderio aumenta
di poter essere come l'onda di quel mare che tante volte
si agita e poi tace, accarezzando granelli di sabbia sparsi come ori
che impreziosiscono l'infinito.
Vorrei essere roccia immobile, per farmi sfiorare in ogni tempo
da quell'onda che mi addormenta.
Vorrei essere come te che mi porti a vedere il bene
anche quando questi non c'è.

COSA CREDI.





Non cercare
di nasconderti.
Io  ti conosco
e tu sai
che di me
puoi fidarti.
Io so cosa ti manca.
So  perché non batti
più come il tempo.
Cosa credi?
che io son sordo.
Faccio finta
di dormire,
ma non smetto
mai di sognare.
Io so, perché
non fremi
se lei
non ti sta a guardare.
Cosa credi
che io non veda.
L'importante è
che tu ci creda.
Lei  fa finta
di fuggire
per essere
ogni volta
da te inseguita.

giovedì 21 marzo 2013

Pietro Mennea.

Sport in lutto, morto Pietro Mennea
Sconfitto da un male incurabile

MENNEA Pietro
E' morto in una clinica romana Pietro Mennea. Lo sprinter, medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Mosca 1980 sui 200 metri e detentore del record del mondo sulla distanza per oltre 16 anni, era nato a Barletta il 28 giugno 1952. Lottava contro un male incurabile.



Il tempo non torna.
Il tempo non torna. Il tempo vola e non torna più. Il tempo accarezza la mente. Il tempo dimentica il tempo. Te ne accorgi quando il sole non scalda più. Le lacrime di ogni nuvola continuano a venire giu. Te ne accorgi quando non ti riconosci più nello specchio. Quando la tua voce torna indietro senza risposta. Te ne accorgi quando tutto accade intorno a te. Quando tu non fai più parte di tutto ciò che accade. Sono altri gli attori. Te ne accorgi quando guardando avanti, vedi soltanto un passato. Quando vivi spesso, soltanto di ricordi. Quando vivi spesso cercando qualcuno Che ormai non c’è più. Qualcuno che è via con il tempo
 

mercoledì 20 marzo 2013

RIMPIANGO.


Rimpiango il cadere della pioggia
custodita dal cuore...a viso nudo
ma con gli occhi al cielo
e i suoni delle parole che non ho ascoltato.
Rimpiango le luci e le voci
come stracci strappati dal vento.
Rimpiango il profumo dell'erba tagliata
come tappeto di un altro tempo
che non si può più pettinare.
Rimpiango molto di quello che scrivo
di cui tu tanto ignori.
Dallo scoscio del tempo
voglio combattere il vento
per tutto quello che vuol portare via.
I miei ricordi, le mie emozioni
le mie sensazioni sono come
un tappeto di spighe bianche
non basterà il vento
se pur forte e continuo a farli morire.
Rimpiango la pioggia che mi fa cadere
e i battiti del cuore che mi fanno alzare sempre
gli occhi al cielo.

martedì 19 marzo 2013

PENSIERO:




Quando una contestazione mette in discussione tutto il percorso fatto insieme, oppure quello che si dice viene preso come un attacco personale e niente è più spontaneità di rapporto, ci si allontana, stanchi di far capire a chi non vuole in quel momento capire. Io penso che in futuro tutto cambierà, il tempo sarà a suo favore, lavorerà nel suo cuore, scavando nelle più profonde parti, riportandolo alla maturità di uomo adulto. La vita ti permette di farti del male, di sbagliare, ma c’è sempre chi ti guida, chi ti accompagna per tutto il percorso, gli insegnamenti ai valori di chi con infinita pazienza ha voluto tracciare e seminare dentro di te. A volte non si riesce a distinguerli subito, ma quando quella persona ti manca, bisogna  cercarla. Da tutto ciò non mi aspetto grandi cose, bastava un sorriso, una mano tesa ad afferrare la mia per farmi sentire più vicino a lui. Lui fa quello che la sua autonomia, la sua crescita, il suo distacco. Possono le incomprensioni scavalcare o opprimere il bene che tu nutri per quella persona che la ritieni padre o madre a guida della tua crescita. Si cerca sempre di giustificare le proprie azioni, ma non capire quelle degli altri. Si continua a sbagliare e andare avanti come se nulla e successo. Uno si sente rifiutato, svestito dei suoi doveri, annullato nelle proprie convinzioni, sfrattato dal suo cuore. Solo un passaggio nella sua vita che non ha lasciato nessuna traccia. Anche tu avresti voluto un sorriso.

VERGOGNA.




Ci provo, ma non riesco a spiegarmi
perché tu sei un uomo, come lo sono io.
Come fai di notte a chiudere gli occhi?
Come fai a sentirti uomo?
Abituato a non pensare.
Come fai a non sentirti un verme?
Il tuo viso prende forma a poco a poco
colorato di ruggine tormenta rossa.
Come la terra che ti accoglie di vergogna
e senso di colpa che ti aspetta
in quella tua disperata e acida fossa.

Una luce nel tempo.