martedì 28 maggio 2013

DOPO MORTO.

         
           
E’ strano, c’è stato un attimo
In cui mi sono accorto di essere morto.
Allora ho pensato: Cosa importa
quel che mi preme non ho ancora fatto.
Inutile negarlo, per un attimo
mi sono sentito un po’ di gelo,
ma in un gioco di riflessi mi sono rivisto.
Ero un latitante della mia vita.
Come stupirsi?
Intorno, si corre, si parla, si sogna,
mentre io me ne stavo fisso.
Alcuni dicono che questo  porta scompiglio.
Allora come un pittore, non più inquieto
Mi sono detto: Me ne infischio,
accendo le turbine dell’inventiva
e ridisegno ogni istante
Ricordandomi di aver letto
che ogni impegno viene risarcito.
Così convinto di aver ancora una memoria
Ho provato ad emozionarmi.
La cosa strana è  che in tutto questo ordine sparso
Ho rivisto lei con un altro.
Allora mi sono detto: Vuoi vedere che sono morto?
In balia di un turbamento ho pensato:
Faccio finta di non essermi accorto

Poi domani si vedrà.

domenica 26 maggio 2013

PAROLE SULLA SABBIA.


Credeva che i sogni
fossero fatti per farsi seguire
e lo sguardo rimasto da solo
mentre il vuoto che regna costante
si riempie con fiumi di pianto.
Lei è lì seduta in un angolo
aspetta un sorriso sincero.
Ed io che mi circondo
di caos e speranze
come una gabbia
che non sa di essere libera.
Pensavo che i sogni
fossero fatti per farsi afferrare
mentre guardo quel vuoto rimasto da solo.
La vita insegna che non si è mai distanti.
Lei è lì che aspetta il suo angelo.
Aspetta il viso di un uomo vero.
Come la sabbia che al vento
non sa dire portami via,
credeva che i sogni
fossero scritti per sempre.

LA VITA.


La vita come un albero dalle radici forti.
Tutti noi, le sue foglie.
I rami che ci legano. I fiori ci rallegrano.
Nell'armonia delle formi, 
condannati a stare insieme
tra gli enigmi del passato.
In un giorno d'autunno,
l'istinto di un cuore semi-abbandonato
spinto da eccitanti diversivi di vento,
ci dice: non credo, che possa darci di più 
e senza destar sorpresa vola quando vuoi
indossando cangianti, ultimi rintocchi di colori
verso gli abissi del nostro cielo.

giovedì 23 maggio 2013

L’ECO DEI MIEI PENSIERI.




Non c’è una notte più notte senza suoni.
Una notte più buia, chiusi tutti in una botte.
Una notte senza tuoni, senza luna che infuria
in cui tutti ci si fotte.
Non c’è alito di vento se mi parlo e non mi sento.
Solo il battito di un cuore spento.
Ogni tanto va anche a cento, ma se mi accendo
e sono solo, dei miei pensieri solo l’eco
se d’amor sono cieco.
In fondo è ancor più notte
se ci manca quel calor di quel’unico
grande amor.

mercoledì 15 maggio 2013

LE RAGIONI DELLA VITA.


 

Le luci non sono le stesse di tutti i giorni:
Sanno illuminare il silenzio
Sanno dire: "Tutto è necessario"
Sanno indicare l'alba che verrà ancora dopo il tramonto.
Sanno vedere anche quello che non c'è.
Sanno far ritornare il tempo.
Sanno sussurrare: "Vedrai, arriverà ancora quel volo di uccelli".
Tornerà la primavera
e le parole sostituite ai pensieri torneranno ai venti:
"Non tutto dovrà per forza finire"
e le nuvole saranno come i ricordi
che ogni tanto tornano a ricordare ancora
di come sei stato importante
e le stelle sono quelle che ti hanno fatto compagnia.
Sono le voci di chi ti ha amato.
Sono i visi che tu hai voluto bene.
Sono le aurore che tu hai accarezzato.
E le stagioni sono le braccia
che le hanno tenute strette.
Anche le piogge e le nevi
sono le lacrime e i silenzi lievi
che hanno condiviso ogni attimo senza sorriso
e i tuoni sono come i battiti dei cuori
come lampi illuminanti a giorno
che non ti hanno mai fatto sentire solo.
E quei tramonti sereni, tante volte stanchi
verso le nebbie delle notti, ma felici di aver condiviso.
I baci e tante malinconie come fondo d'universo
dove le luci sono sempre le stesse.
Sono le stelle che ti hanno sempre guidato.

Le giornate del mio tempo.





Le giornate del mio tempo,
non sono fatte soltanto di ore.
Le giornate del mio tempo
sono come tanti solchi di terra.
Ogni linea, un suono.
Ogni linea, un colore.
Ogni linea, un volto.
Ogni linea, un ricordo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di aromi antichi,
come spezie d'oriente.
Son fatte di dolci melodie,
a volte leggere,
a volte incalzanti,
a volte insopportabili frastuoni.
Tante cose volute dal cuore.
Tante cose cercate lontane.
Tante cose cadute dal cielo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di spine nel cuore,
come pungenti parole.
Son fatte di dolci sorrisi,
come le vetrine dei bar.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Le giornate del mio tempo
sono come pagine al vento.
A volte volano in alto,
a volte ti sbattono in faccia,
a volte si posano accanto.
Tante cose sognate da tempo.
Tante cose perse per sempre.
Tante cose ritrovate per niente.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Non sono fatte soltanto di ore
le giornate del mio tempo.

domenica 12 maggio 2013

DOMANI RITORNA.




Le malinconie si affannano 
sotto il gelo del non ci voglio pensare.
Mentre le aspettative restano a guardare
il fermarsi delle emozioni.
Là dove c'è un equivoco che non ti lascia sperare.
Ma io non sono inquieto, 
sapevo che la vita poteva prendersi gioco
del mio scegliere e crederci, 
consapevole come tante altre volte
di dover comunque coesistere 
con il rigido inverno degli addii.
Ancora una volta 
la neve silenziosa mi faceva stare bene.
Mi dice: " Oggi è una giornata come tante..
...Domani vedrai l'amore ritorna.”

sabato 11 maggio 2013

IL NOSTRO CIELO.



E' vero si va avanti
il tempo passa e non ritorna.
Ma io mi ostino
non posso dimenticare:
La voce di un padre
il sorriso di una madre
le lacrime versate
e il senso di smarrimento.
E' vero non ci si può fermare
ma io non potrò mai dimenticare
Le mani di chi mi ha aiutato
La pelle di chi mi ha amato
L'amico che è già andato
e le offese immeritate.
E' vero non può durare
ma i battiti li ho sentiti.
Le parole dentro al cuore
Le spine che han ferito
Il silenzio condiviso
ed il gelo che ha coperto
il nostro cielo.
Il libro delle stagioni
avrà la sua fine
solo quando avrò scritto
ogni pagina del suo cammino
e le maree dei sentimenti
mi aiuteranno a leggerlo
per non sciupare al vento
ogni attimo del condiviso.

martedì 7 maggio 2013

SOLTANTO UN UOMO.


Eppure meritavo di più.
Meritavo le voci
anche quelle assordanti
che ti aiutano
a restare svegli.
Meritavo l'incitamento
e lo schiaffo dovuto
di un padre che è mancato.
Meritavo di più
il veto di una mamma
che ti rincorre sempre.
Meritavo di più
quei baci mancanti
negli anni di solitudine.
Meritavo di più
di quei piedi roventi
e delle bolle alle mani
degli anni di tormento
e del lavoro assente
che non ti spiega mai
il meritato è solo parte
del dovuto.
Meritavo di più
degli addii inaspettati
e dei difetti esagerati
di una terra amara
e dei vuoti esasperati
e delle attese
incredibilmente attese.
Meritavo di più
di quelle lacrime
non preventivate
e delle morti
più dei declivi
dopo le salite
e delle discese ripide.
Meritavo di più
di dare più del dovuto
per sentirmi uomo
sconosciuto
ma uomo vero, unico
come l'altro
rimasto lì fermo
per non aver creduto.
Meritavo di più
un sorriso
sulla schiena arcuata
di un sorriso
e di un atteggiamento ambiguo
e di quelle ascese
rimasto lì ad osservare
il silenzio
che non da solo sale
e ogni aurora
e alba che vale.

VIA COL VENTO 2017.

Se l'aurora chiede: "Ma tu sei vecchio?" Viene facile dire: "No" ho solo tinto i capelli. Gli anni sono come po...