venerdì 30 maggio 2014

PACE & VINO.



I sogni non realizzati non mi preoccupano più di tanto.
In questa piazza di inaspettati e sperati incontri.
Un misto di ricordi, di fatiche, guerra e dolore,
volti senza nome di chi presto dimenticherò.
Questa attesa piacevole mi rende complice
di una comune felicità.
Finalmente riemergo da questo mare di rimpianti
per ritrovare intrecci di dolci metà.
Senza mai più dover rinunciare ai flutti
di un inaspettato refrigerio

di questo nostro vino, assai antico e raro.

DIMENTICATO ASPETTA.




Dove finiscono i miei pensieri?
In una sorta di tempo difettoso
una dimora storica
dove diventano emozioni
come stracci
se nessuno li ascolta.
Se nessun altro condivide.
I frulli d'ali 
di un tempo che divide
lasciano scolorare nel nulla
senza un rantolo
né un gemito,
ma, solo un balbettio
un rimasuglio
di chi dimenticato
aspetta.

giovedì 29 maggio 2014

ROSE NON SCHIUSE.


Scuoteva il capo, un pò persa.
Le braccia del tempo lasciavano
intravedere la sua malinconia.
Sola, sempre sola, per la via.
Come spighe di grano piegate al vento.
Sempre in un senso. 
Sempre un ripenso.
Le sue labbra serrate di freddo
come petali di rose non schiuse.
Taceva il cuore un pò spento
in balia di un certo tormento
ma, i contorni del buio son fatti di luce
di musica, d'incontri di sole
e poi il mare che invita ad amare.
Che fa se per un pò mi sono persa,

oggi mi sento molto diversa.

lunedì 26 maggio 2014

QUEL TEMPO NEGATO - Diario personale: Lettere - Racconti: PERCHE' VERGOGNARSI.





PERCHE' VERGOGNARSI.



Ci sono uomini che si calpestano da soli. Indolenti per natura, sfuggono dall'essere veramente uomini. Ci sono uomini che uccidono. Certamente non è una novità: l'uomo ha sempre ucciso, ma le motivazioni sono sempre state tante. Alcune direi quasi giustificabili. Altre molto meno. L'uomo ha ucciso per sopravvivere, per mangiare, per difendere un territorio e ancor di più per difendere un ideale, una bandiera, la propria pelle, la propria fede. Tante volte l'uomo uccide senza un motivo e tante altre volte, convinto di aver ragione uccide per vigliaccheria. Sotto al cielo burrascoso del tempo che passa, l'uomo non ha mai smesso di uccidere, poi quando sta male, prega. L'uomo abituato ad essere possente, spesso diventa piccolo-piccolo e inevitabilmente si confonde con il niente. Ci sono uomini che quando fissano uno specchio, abbassano gli occhi, per non vedere il viso della vergogna.

LO SPREAD TROPPO ALTO.


Le lacrime a stento trattenute
La promessa di ritrovarsi ancora
La delusione per chi non ha deciso
Le parole e i sorrisi condivisi
e quei battiti
che non potranno fare altro
che accompagnarci,
quasi a prenderci per mano
per tutto il tempo che resta.
Le voglie a stento contenute
L’illusione di chi ha deriso
Le notti e i silenzi mal divisi
e quei fremiti
che non potranno mai dire
dimentichiamoci
quasi a sorprenderci man mano
per tutto il tempo
e l’amor che si arresta.

venerdì 23 maggio 2014

LA VALIGIA.




Si allontana nel grigiore di un distacco,
con sé soltanto una valigia di un sol ricordo.
Quello dell'abbandono.
Una valigia senza fondo,
il suo passo placido, si fa largo,
stralcia la pelle secca di un sol pensiero perfido.
Quello, senza rimpianto, di non voltarsi.
Ma il suo cuore lo sa che non può fidarsi,
se non si è persi, se non è oggi o non è domani,
se non è lei o un'altra, prima o poi,
se non è ieri sarà domani
potrà stringere ancora le sue mani.

Il tempo non torna.



Il tempo non torna. 
Il tempo vola e non torna più. 
Il tempo accarezza la mente. 
Il tempo dimentica il tempo. 
Te ne accorgi quando il sole non scalda più. 
Le lacrime di ogni nuvola continuano a venire giù. 
Te ne accorgi quando non ti riconosci più nello specchio. 
Quando la tua voce torna indietro senza risposta. 
Te ne accorgi quando tutto accade intorno a te. 
Quando tu non fai più parte di tutto ciò che accade. 
Sono altri gli attori. 
Te ne accorgi quando guardando avanti, 
vedi soltanto un passato. 
Quando vivi spesso, soltanto di ricordi. 
Quando vivi spesso cercando qualcuno 
Che ormai non c’è più. 
Qualcuno che è via con il tempo

lunedì 19 maggio 2014

IL SALE della VITA...Costantino Posa

Il sale della vita
Occhi stanchi che si chiudono
per non vedere l'orizzonte
che si confonde silenzioso.
Non risponde, sa che di là
non c'è più verso.
Sa che di là, qualcuno è perso.
Le rincorse senza affanno
e le magiche esperienze
sono il sale della vita.
Tutto il resto sa di dimesso.
Per tanti il tempo è un pretesto
per togliere di mezzo il permesso.
A tanti il tempo è concesso
per far si che l'orizzonte
torni ad essere diverso:
Meno soli e più contorni
tanti echi e onde inverse.

Costantino Posa (2014)

IDI DI SEMPRE.


Si sente come uno che sa essere padrone
della propria incapacità.
I pensieri sostituiti da una misera sbarra di ferro.
Un uomo senza cuore
che non potrà mai morire di mal di cuore.
Le lunghe corse di un tempo
ora sono più chiare,
tu sai cosa vuoi per ottenere
un posto al centro dell'inferno.
Ci sarà sempre una voce
a ricordarti sempre
della tua inutile meschinità
e poi si sa, chi mal ferisce di mal perisce.

domenica 18 maggio 2014

POI VA’.




Solo a decidere
aveva trovato una macchia.
Una speranza lasciata sola:
"L'idea della soglia aperta a tutti "
ma lei, la felicità
non ha un punto fisso.
Lei dà e quando vuole toglie.
La felicità è solo un attimo
poi và.
Non si lascia fermare
dall'inedia del momento.
Lei và...dove c'è
più di un turbamento.

DIVERSITA'.



Povero chi pensa di essere più.
Povero chi ride di chi non c'è più.
La diversità non sta negli occhi di chi non vede.
La diversità sta nel cuore di chi non crede.
Povero chi non spreca neanche la voce.
Povero chi sparla veloce.
La diversità non sta in chi è paralizzato.
La diversità sta in chi è più schizzato.
Povero chi vive di sprechi di vita.
Povero chi vive soltanto da parassita.
La diversità non sta in chi di suoni non vive.
La diversità sta in chi non sente chi sopravvive.
Povero chi uccide per niente.
Povero chi se ne infischia della gente.
La diversità non sta in chi non ce la fa.

La diversità sta in chi non guarda chi fa.

sabato 17 maggio 2014

COMPRATE LA BARI.


Non sono soltanto ragazzini
che corrono dietro a un pallone.
Sono uomini
che hanno un sogno nel cuore.
Biancorosso che pian piano muore.
E' una zattera
che non sa più dove andare.
Alla deriva
verso un molo invisibile.
Tanti ragazzi senza lavoro
lasciateli almeno
correre dietro a un pallone.

giovedì 15 maggio 2014

ARIE DI PRIMAVERA.

Quei tuoi occhi blu
guardano nel cielo
senza inutile sospetto
con la guancia
poggiata sopra al petto.
la tua pelle
un pò come seta
e le tue mani al vento
in cerca di una meta.
I tuoi versi insignificanti
ma che non andranno persi.
sono voci del consenso.
Uno sguardo
in quel che penso
è un respiro bisestile
di una piccola aurora
in cerca del suo stile.
Quante arie che ti dai
ma al latte
mai e poi mai

mercoledì 14 maggio 2014

FOLATE DI VENTO.


Sono le parole del vento, non si possono trattenere.
Se pur invisibili portano il profumo del mare 
dei fiori e del tempo.
Tra le sue vie c'è solo una luce: Quella dei ricordi
che se pur silenziosa sa farsi ascoltare.
La sua voce a tratti impetuosa sa farsi inseguire
e ogni tanto lascia dei doni.
Qui dove soffia il mio vento scandito da versi arrabbiati
sono urla tra la vita e la morte.
La prima mi accompagna, l'altra mi segue.
Mentre queste folate che sento
sono spie di vento che non si accontenta.

sabato 10 maggio 2014

VOLA TRAMONTO.



Vola tramonto, dopo un lungo giorno.
Fermati un attimo, prima della buia notte.
Che le tue luci possano
ricamare gli abissi dell'anima.
Tessere il silenzio di dolci parole.
la speranza che un giorno lei, lui, possano cambiare.
Che il tramonto di luci possa arrivare
in ogni nicchia di chi non vuole ascoltare.
Scardinare ogni nebbia di chi non vuole amare.
Attraversare gli oceani di chi non vuol capire,
fino a raggiungere le radici dei tuoi orizzonti.
Se puoi fermati un attimo anche laggiù,

dove si vive soltanto di morte. 
la speranza che un giorno tu possa tornare
oltre la riva di chi muore di fame.
Di chi vive di mali.
Poi torna a volare oltre la notte
per poi finalmente quaggiù ritornare. 

venerdì 9 maggio 2014

RANCORE AMARO.



So che mille pensieri non potranno mai spiegare
il perché tu sei andata via.
Quello che conta e fa male è soltanto quello.
E' fatto di pietra dura
come le lamine di acciaio del tempo
che delle mie lacrime non ha più cura.
Sono pareti che non hanno porte
ma soltanto spifferi dal sapore aspro.
Chissà perché quando c'è l'addio
e quel vento che ti porta via
rimane solo sudore ardente
che scivolando sulla pelle grigia
martella a sangue e infierisce.
So che mille parole non riporteranno mai
nessun rancore amaro

perché tu non vorrai mai andare via.

giovedì 8 maggio 2014

UN SOL PENSIERO.





In un luogo segreto del non posso dimenticare,
fantasmi maltrattati di emozioni forti
che non vogliono scappar via,
pendolari di sensazioni difficilmente tenuti fermi
da catene di un tempo andato.
Inquietanti fantasmi di un non voler cancellare
vengono sottratti all'oblio di stagioni che si sorpassano, 
si cancellano, si giustificano
con un " non posso farci niente ".
Emerge un urlo lacerante di un sol pensiero:
" Io ho amato " mi son piegato, allontanato,
ma non mi sono mai ingolfato.
Folgorato, maledetto, non son cambiato.
Tormentato di onde di vento,
non mi sono rassegnato.
Ho ascoltato, nel silenzio, anche quando
mi sono sfragellato, se non mi ha mai amato
e poi ho aspettato,

 anche quando non è più tornato.

martedì 6 maggio 2014

CON SENTIMENTO.


Da me potete avere solo parole
mentre i pensieri li suggerirò
direttamente al cuore.
Le mani potranno
solo accarezzare
la tua pelle bruna
e i silenzi diventeranno echi
per chi ha voglia di ascoltare.
Resteranno soltanto
gli occhi e i sorrisi
che hanno scelto i tuoi
e le tue labbra
e se a volte sospiro
lo faccio solo perché
per sempre hai scelto me.

lunedì 5 maggio 2014

I SOGNI.


Non è vero che sono andati.
Non ci hanno abbandonati.
Sono ancora lì...dove è giusto che siano.
Sornione, amava presentarsi, il malumore,
ogni tanto a rovinare le nostre ore.
Dietro il visibile di ogni strano addio
c'è sempre una domanda: Non può essere per me?
Non può essere solo per me?
La simpatia del bel momento
non potrà mai essere sostituita
dall'antipatia di un sol momento.
Un pò sbiadita nel tempo,
sopraffatta dalla vergogna
per non aver intuito che quell'alito di vento
non era quel che vedevo,
ma solo l'attimo di un respiro
di un sogno ambito
che da sempre cercava,
qualche volta anche sbozzando,
di non restare, per più del tempo,

allo sbando

domenica 4 maggio 2014

UNA VITA.

UNA VITA.

Racconto di un tempo.........di un luogo,della varietà degli orizzonti, ognuno con la propria dignità.
Tante pagine di un libro, a tratti stanco.......demotivato. Un libro che parla di noi.........di voi, degli altri......un libro senza fine., senza parole a vuoto. Pagine di una vita densa....profonda. Storie piene di risvolti a tratti esaltanti. Mentre il vuoto scarnificato della malinconia, ridotto alla sua nuda inutilità credeva di sorprendermi, parlandomi di chi non c'è. Di chi ogni tanto va via. Di chi si allontana. Di chi tante volte odia. Come fa ad essere così diabolica? Come fa ad immaginare di poter sostituire un'intera vita con la parola fine. Per una vita che se ne infischia della velocità del tempo. Una vita che continua a scrivere di un tempo.....di un luogo e della varietà degli orizzonti.
UNE VIE.

Récit d'un moment ......... un lieu, la diversité des horizons, chacun avec sa propre dignité.
De nombreuses pages d'un livre, parfois fatigué ....... démotivés.
Un livre qui nous parle ......... vous, l'autre ...... un ver livre. Sans mots vides de sens.
Pages d'une vie pleine .... profonde. Des histoires pleines de conséquences à une époque passionnante. Bien que le vide dépouillée de mélancolie, réduit à sa vanité nue cru de me surprendre, en parlant de celui qui n'est pas là. Qui va parfois loin. Qui s'en va. Qui hait tant de fois. Comment pouvez-vous être si méchant? Comment peut-on imaginer que l'on peut remplacer une vie entière avec le dernier mot. Pour une vie qui ne se soucient pas de la vitesse du temps.
Une vie qui continue d'écrire sur un lieu et du moment ......... d'horizons divers.
A LIFE.

Tale of a time ......... a place, the variety of horizons, each with its own dignity.
Many pages of a book, sometimes tired ....... demotivated.
A book that speaks to us ......... you, the other ...... a book worm. Without empty words.
Pages of a life full .... deep. Stories full of implications at times exciting.
While the vacuum stripped of melancholy, reduced to its bare futility believed to amaze me, speaking of one who is not there. Who sometimes goes away. Who walks away. Who hates so many times. How can you be so evil? How does one imagine that we can replace an entire life with the last word. For a life that does not care about the speed of time.
A life that continues to write about a place and time ......... a variety of horizons.

UNA VIDA.

Historia de un tiempo ......... un lugar, la variedad de horizontes, cada uno con su propia dignidad. Muchas páginas de un libro, a veces cansado ....... desmotivado.
Un libro que nos habla ......... usted, la otra ...... un gusano de libro. Sin palabras vacías.
Páginas de una vida plena .... profundo. Historias llenas de consecuencias a veces emocionantes. Si bien el vacío despojado de la melancolía, reducido a su inutilidad desnuda cree que sorprenderme, hablando de alguien que no está allí.
Que a veces desaparece. ¿Quién se va. ¿Quién odia tantas veces.
¿Cómo puedes estar tan mal? ¿Cómo puede uno imaginar que podemos sustituir toda una vida con la última palabra. Por una vida que no se preocupa por la velocidad del tiempo.
Una vida que continúa a escribir sobre un lugar y tiempo ......... una variedad de horizontes.

ERA MEGLIO PRIMA.



A cosa serve cadere giù,
se poi, ancora, si torna su?
sarebbe bastato avere
una pista anche lassù,
senza dover pensare
alle ansie che ci legano
alle futilità della vita.
quelle ansie che spaziano
ogni angolo della nostra anima,
portando ovunque
eccitazione e affanno,
che ci ingannano e creano
cicli di ripensamenti....
mentre ora ti accorgi
di come era meglio prima:
"Vivere per soffrire"
che soffrire per dover,
inevitabilmente, morire.

sabato 3 maggio 2014

PENA DI MORTE.

Solo oggi ho capito cos'è la morte.
Quello che ho fatto non ha niente
a che fare con la sorte.
Eppure ieri ero come te,
al mattino facevo
il segno della croce,
mentre ora in silenzio
non ho più la mia voce.
Anch'io prima, come tutti, ho amato.
Poi come un folle, ridendo, ho sparato.
Fino a ieri pregavo in ginocchio,
domani, purtroppo, mi son perso d'occhio.
È strano anche tu hai usato la sorte
Quello che hai fatto,
non far finta di niente,
mi ha portato soltanto alla morte.

Versi cosí caldi e gelidi.