sabato 29 aprile 2017

TRAMONTI.


La luna è già spuntata tra i pensieri
e le voci delle sere rimasti soli.
Ci sono cieli
senza universi luminosi
e quelle maree di notti
senza fari e lidi allegri.
Solo il tempo sa
il perchè di quelle spiaggie vuote.
Solo il vento sa
di salsedine e timidi granchi
che si affacciano
con le lacrime agli occhi,
mentre i riflessi si allontanano;
non accettano i silenzi
e le zattere alla deriva.
Solo il cuore sa se potrà ancora
asciugare la brina con l'aurora.

mercoledì 26 aprile 2017

UNA NEVE DIVERSA.


Inverno un pò maledetto.
Mai arrivato veramente.
I miei versi mai urlati.
Mai ascoltati.
Se il vento li scuote
talvolta appaiono opachi.
Hanno tutti ferite sul dorso.
Nessuno più li può fermare.
Nessuno più s'accorge
dei suoi continui lamenti.
Solo un fremito di voce
sul passo sospeso del tempo
ripete quei versi lievi.
Non potrò mai scordare
quei veli dei tuoi pensieri
e i tuoni che ti hanno condotto.
Inverno un pò interdetto
te lo sei meritato.
Hai lasciato agli altri
il vento caldo
degli eventi perfetti.
Per me soltanto neve dolce 
che si posa sui binari 
e vagoni in fermento delle stagioni
e di quelle ragioni senza riposo
che hanno prodotto
un inverno un pò imperfetto.
Quanti versi come ululati!!

sabato 22 aprile 2017

A un papà.


Quante notti con il pensiero là
rivolto al tempo.
Non sono uno, due o tre,
ma più di cinquanta da quel giorno grigio
segnato al vento come un anno di dolore
e fitte al petto.
Ci sono voluti tanti attimi
per accettare che la vita
può essere sostituita, a volte, con la morte.
Un papà che muore
è un vento gelido che passa,
ma lascia il segno.
Lascia il vuoto nella mente
e lascia i tuoni tra i battiti del cuore.
Un papà che va, non si dimentica.
Quante notti al vento
con il pensiero là.

giovedì 20 aprile 2017

NON POTRO'.


Non potrò mai dimenticare
il dire di chi non sa parlare.
Di chi ti elogia e poi ti offende.
Di chi ferisce e poi dice:
Chi sono io per giudicare.
Non potrò mai non ricordare
il tempo perso a chiacchierare
con tanti fogli da strappare
parole da cancellare
e sogni da cullare.
Vorrei essere di un ragno
una rete
per fermare chi poi parte.
Vorrei essere, di un tempo,
la possibilità di un tornare.
Non potrò mai dimenticare
chi sa parlare per amare.
Di chi scrive per ricordare
di chi sa veramente amare.

martedì 18 aprile 2017

ULTIMO BACIO.

Un bacio sulle palpebre chiuse,
Quale immenso segreto contiene,
Per scrivere per sempre Ti Amo,
Usò inchiostro verde del mare,
che l’oscura nube del tempo che va,
non potrà cancellare.
Vibrano le ciglia di una proibita voglia,
di un cuore non più primaverile,
che si muta, ma non dimentica.
A volte si ritrae nei ricordi,
che nulla sanno dell’oblio,
di vecchie trame che coinvolgono,
I battiti dei cuori.
Può il tempo placare quel ti amo,
Usò inchiostro nero del buio,
che quei baci rosso di sole,
potranno sempre cancellare,
Accarezzano le dolci onde,
di un ceruleo mare e cielo,
aspettando di palpebre chiuse,
Il sbocciar dell’unico crepuscolo,
(Costantino Posa)
 

sabato 15 aprile 2017

SE MI MANCA L'URLO DEL VENTO.


Quei pensieri
che non hanno mai trovato ascolti
sono ancora lì.
Tra le paludi delle cose perse.
Quei pensieri
amici dei silenzi stolti,
si sono persi lì
tra le odi dei ma e forse.
Di tutto quel che sento
ci sono le risposte
che non hanno mai avuto domande.
Solo l'urlo del vento,
è quello che mi spinge a cento.
Quei muri e le frenate
sono solo quelli di ieri.
Forse ho perso di te il tempo
e la magica esperienza
di averti qui per sempre.
Rispetto quel che sento.
Solo l'urlo del vento amico
mi ricorda senza spreco
di averti avuta accanto
almeno in questa vita.
Ora so il perchè?
Di quei tanti pensieri lì.

giovedì 13 aprile 2017

B R U C I A.


Una pelle asfaltata di crepe,
sudore bitaminoso di pepe
che brucia, un gel di attese.
Promesse vagamente accese
di ardori mai veramente provati
come spesso accade a manti
scioccamente mai amanti
di voglie a volte regresse
come lo sono tante promesse.
Parabole di vento soffiato
come i baci di un unico amato
E' assente il battito avvilito
di chi non è mai presente
o al massimo di chi svogliatamente
non se la sente.

mercoledì 12 aprile 2017

MARE D'INVERNO.


 
Il mare d'inverno è arrabbiato,
mi sta urlando qualcosa:
Gli uomini mentono.
Gli uomini saltellano.
Si lasciano trasportare
dalla corrente dei sensi.

Quando il giorno diventa notte
è la città che parla:
Hai diritto di cambiare.
Ma non mescolare
parole mai dette
ai battiti e
agli affanni del cuore.

Il cuore ti dice:
senza vergogna
ascolta, hai colpito la sorte.
Per cicatrizzare una ferita,
aspetta... devi prima
lasciarla sanguinare
poi ritorni.

giovedì 6 aprile 2017

VENTO.


Adesso mi dici vento perchè?
non asciugasti, mai, 
le lacrime che versai.
Dov'eri? 
quando il fuoco mi bruciava dentro.
Dov'eri? 
quando quella mano scivolò via.
Mi dici vento perchè?
non portasti ancora,
suoni, profumi, parole e carezze
nei vortici del silenzio
del mio cuore.
Vento perchè?
ogni tanto non fermi
il treno degli addii.
Perchè ogni tanto
non spingi controvento
e fai in modo
che almeno lei ritorni.

mercoledì 5 aprile 2017

C'è tempo per ogni cosa.


Ora che è passato il vento
che scompiglia i capellivedo 
il tempo che s'invola
verso l'ombra e il tepore.
Tutto volge verso sera
dai passi insoliti e silenti
Mentre ancora l'amore tuona.
Penetra i cuori
e le parole s'inchinano
ad alimentare i fuochi.
Vorrei specchiarmi ancora
di un cielo stellato e versi.
Vorrei vestirmi ancora 
d'emozionie soli.
Gli attimi che si fermano
sono fili bianchi che si perdono.
Non tutti sanno 
che il vento che scompiglia
è già passato.

LA VOGLIA INFINITA.


Seduto in un angolo.
Una coperta addosso.
Guardo avanti e non vedo.
Là dov’era una casa,
si erge soltanto un ricordo.
Fra quei cumuli arrabbiati,
si ode soltanto la morte.
Mi sale la voglia di farla finita.
Ma poi, mi giro di là.
Seduto in un angolo,
c’è un’altra coperta.
Anche lei guarda avanti
e non vede.
Ricorda che lì c’era una casa.
Fra quei ruderi affranti,
si ode soltanto la vita.
Allungo la mano,
mi sale la voglia di farla infinita.

lunedì 3 aprile 2017

CERCARSI TRA I VENTI.


Tante volte mi cerco quando nessuno lo fa.
Mi ascolto nei momenti difficili.
Quando mi accorgo che mi manca il sorriso.
A volte le sento le tue mani che sfiorano.
Le tue lacrime nascoste le vedo
e gli sguardi felici sono manti di stelle.
A volte mi accorgo e mi dico: "Devi essere luce"
A volte le ritengo amiche le barriere del vento.
Trattengono il tempo.
Tante volte mi sento quando il silenzio confronta.
Quando mi accorgo che di te non manca il sorriso.
A volte la sento la tua pelle che vibra
allora io dico: "Sei tu la mia luce".
A volte trattengo le barriere del tempo
in attesa che torna di te il mio vento.

domenica 2 aprile 2017

IL CHISSA' DELLA VITA.


Chissà cosa direbbe il vento
se non ci fossero più vele
da convincere ad andare.
Chissà cosa direbbe il mare
se non ci fossero più scogliere
dove infrangere onde impertinenti.
Chissà cosa direbbe il tempo
se non ci fossero più ore
da ricordare.
Chissà cosa direbbero gli occhi
se non ci fossero i tuoi da guardare.
Chissà cosa direbbero le labbra
se non ci fossero le tue da vibrare.
Chissà cosa direbbe la pelle
se non ci fosse più la tua da sfiorare
e le parole dette sottovoce
sicure di essere ascoltate.
Chissà se non ci fosse più l'emozione
a rendere felice ogni cuore.
Chissà cosa direbbe il vuoto
se non ci fossimo noi
a fargli compagnia.

Versi cosí caldi e gelidi.