mercoledì 19 dicembre 2018

BESAME

 Ci sono amori che col tempo diventano estranei, come se non fossero mai stati amori. Sono come gli universi senza stelle. Dirompenti come un mare senza scogli. Piatto, senza onde. Senza voli di gabbiani. Senza brividi sulla pelle. Senza lampi, tuoni e improvvise mareggiate. Senza gocce di rugiada. Senza battiti incontrollati e le voci sussurrate di quei sguardi dritti al cuore; con le labbra appoggiate e gli occhi appena chiusi che si aprono splendenti alla luce di un’aurora. Mi mancavi prima di conoscerti. Ora che sei andata via mi è difficile accorgermi che non ci sei. Ti vedo in ogni angolo della casa. Ti sento sfiorarmi la pelle e il tuo alito, vento d’estate, mi gira intorno. La tua voce nei miei pensieri, come battito di tamburi. Credimi se i pensieri fossero fatti soltanto parole, desideri e strani pentimenti, forse mi sentirei perso. Dimenticherei le tue mani sulla pelle di brividi trattenuti. Scorderei le tue labbra ansiose di parole e di baci contenuti. Mi pentirei di averti cercata, amata e desiderata come il gelido inverno aspetta ansimando l’arrivo della primavera e lasciarmi andare e sentirmi come un Dio in una notte d’estate. Aspetterei il cadere lento di un cambiamento e le foglie secche di un sol unico evento lieve d’autunno e se il tempo fosse fatto di niente, non servirebbe nemmeno ricordare e se il cielo finto fosse fatto di chi mente, non servirebbe nemmeno sognare. Le stelle allucinogene non basterebbero ad immaginare e il vento spinto porterebbe soltanto rimpianto e se il silenzio fosse fatto veramente soltanto di nulla e se allora mi chiedo: “Perché piango se mi sento lasciato. Mi tormento e mi rallegro se di colpo mi risento amato e se tutto non fosse stato inutile, capirei perché mi sei tanto mancata. Come potrò mai dimenticarti se ancora oggi un tuo brivido come un’onda mi attraversa ed è come se il tempo non fosse mai arrivato ad esplecare un urlo crescente che non distrae, sfiora e dipinge notti sulla pelle che ansima e s’agita al sol sfiorarsi, mentre il mio sangue, con la luce premuroso, si lascia andare. Reso ancora più ardito, si esalta a somigliare a tutto quello che diventa bufera di tutto ciò che appare negato, in delirio intenso e profumo d’illecito. Fino a quando finiscono i gemiti segreti, senza più fonti da dissetare. Vedo ancora i tuoi occhi che mi trafiggono, facendosi largo dentro di me, con l’abilità di chi sa dove arrivare. Senza vergogna a seguire la scia umida lasciata dalla mia lingua a sentori aciduli di confusi respiri, affidandosi a sussulti e tormenti. Senza tregua, avidi di incontenibile passione, fino a restare socchiusi per non svegliarsi mai e fondersi di sensazioni e brividi mai più tenuti nascosti. Mentre le tue labbra mordono senza voler fingere di essere altrove. Lasciarsi coinvolgere dalle voglie di notti senza buio proibito ad aspettare un’alba ricca di promesse. Quella di ritrovarsi ancora, temo che nei nostri sensi non ci saranno mai follie, solo gesti e spine che trattengono il respiro che divampa. La nostra vita come un libro dalle pagine strappate. Le ultime ancora bianche. Copertine di pietre, difficili d’aprire. Rughe tra i fogli ingialliti. Lacrime che non hanno eroso il tempo che non si è mai tradito; delle sensazioni ha lasciato soltanto gocce in fondo ai calici che hanno brindato versi. Quante piaghe tra le parole urlate al vento e al sospetto che il tempo non è mai tornato. Solo la pelle, la nostra pelle sa se si ci sei mai stata. Lancette di orologi che non ti vedono. Stessa velocità, stesso verso. Non potranno mai incontrarsi. Ore diverse vissute a rincorrere il tempo di un domani che non potrà mai essere raggiunto. Sarà sempre domani e il vento insufficiente non riuscirà mai a far sì che un oggi diventi un domani. Il tempo senza te non si ferma, non aspetta, va avanti fino al domani e poi ancora domani. Le lancette della nostra vita hanno tante felicità, ma anche di quel tanto perso. Isolato dal fumo che si è creato intorno a me, inseguo le scie dei pensieri che corrono via, più del tempo. Sperando di seguire sempre quelli giusti. Quelli che parlano dei sentimenti veri. Sono gli unici che lasciano sospirare. Sono i venti che soffiano dentro, aspettando che da te arrivi ancora il vento. Mi manca di te la voce. Gli echi dei momenti e i pensieri sussurrati a bassa voce di essere presente. Mi manca di te l’inizio della foce e i sussurri a volte trattenuti e i battiti mai muti. Mi manca dite la pelle liscia e bollente come fossimo due amanti. Mi mancano di te i baci e le labbra di te, il tempo mi resterà per sempre ogni attimo e momento. Ora che è passato il vento che scompiglia i capelli, vedo il tempo che s’invola verso l’ombra e il tepore. Tutto volge verso sera dai passi insoliti e silenti. Mentre ancora l’amore tuona, penetra i cuori e le parole s’inchinano ad alimentare i fuochi. Vorrei tanto ancora specchiarmi di un cielo stellato e versi. Vorrei vestirmi ancora d’emozioni e soli. Gli attimi che si fermano sono fili bianchi che si perdono. Non tutti sanno che il vento che scompiglia è già passato. Peccato non farla tornare la voglia che non ha bisogno della magia e tanto meno dell’inganno. Mi chiedo come sarà l’inchiostro che scriverà chissà? Se tu tornerai. A volte ci sentiamo felici per caso. Altre volte ci rendiamo conto che potremmo sempre esserlo, se non avessimo permesso la partenza di tanti treni. I vagoni dei sentimenti vanno sempre di là e non sempre trovano le giuste coincidenze. L’addio disinteressato non prevede alcun sacrificio di se stessi. Mi chiedo sempre come saranno le lacrime d’inchiostro che scriveranno “e già!” ormai se tu non tornerai. O sangue che sospira, torna ad essere agitato. Percorre le mie vene e non si dà pace, se non è il vento che tormenta. Sussulta e sospira nell’ombra ogni attimo di tradimento. Scorre sì, ma a singhiozzo, sa che dovrà solo aspettare il momento del riscatto. Solo quando tu sorridi si ricorda d’essere amato. Lascia agli altri e al sospetto di schierarsi col dispetto. Al mio sangue conta solo il battito del petto. Essere ancora amato e un po’ di rispetto. Mi manchi con le tue mani calde, con la tua pelle a buccia d’arancio e dei tuoi fianchi che non sanno girarsi. Mi manca del tempo il senso unico del vento e dei petali che cadono. La voglia del tornare. Mi manca di te la soglia del piacere e dei brividi barattati. Mi manca di te i sospiri infiniti sulle ali dei venti. Ah se tu potessi tornare con la tua pelle arancio e con le mani calde. E’ quello che di te mi manca. A volte sono le lacrime che ci riportano indietro alle gioie di un tempo e alle spine che inevitabilmente ci pungono spesso. Ai rimpianti di un tempo sciupato e incerto. A volte i geli alla schiena sono ricordi pungenti di pagine perse. Forse non doveva essere così: “Il tempo in un’unica direzione”. Forse le aspirazioni ci portano via, non sanno spiegare come il cuore batte comunque in ogni momento. Non posso solo dire che mi manchi. Ci sono parole che sfuggono, si smarriscono costruendo una rete di pensieri dalla quale non si riesce più a venirne fuori. Tante volte ci si sente come foglie alla fine d’autunno, come se una parte di noi si stacca da noi stessi per seguire il vento, come un pensiero sospeso nell’aria, lasciando solo alla pioggia il gusto di scendere piano. E’ come prendersi a randellate come fossimo bestie che rantolano, mentre l’asfalto che raccoglie le nostre lacrime, si limita a dire: “non posso farci niente” tutto è possibile. Ci sono parole aspre, arrivano all’improvviso. Ci sono pensieri esausti, somigliano a dei pesi. Nessuno osa alzarli. Ci sono risposte che non hanno mai risposte e inutili attese dei treni che vanno via, mentre qui riposa il petto. Il mio calore diventa il tuo e il mio respiro, sospira al tuo, alla tua pelle nuda. I pensieri sono braccia, somigliano a dei rami che nessuno può spezzare e nel silenzio ci sono tuoni, arrivano pian-piano. Sono i battiti del cuore. So che mille pensieri non potranno mai spiegare il perché tu sei andata via. Quello che conta e fa male, è soltanto quello. E’ fatto di pietra dura, come lamine di acciaio del tempo che delle mie lacrime non ha più cura. Sono pareti che non hanno porte, ma soltanto spifferi dal sapore aspro. Chissà perché quando c’è l’addio e quel vento che ti porta via, rimane solo sudore ardente che scivolando sulla pelle grigia, martella a sangue e infierisce. So che mille parole non riporteranno nessun rancore amaro, perché tu non avresti mai voluto andar via. C’è un’unica via che può portare alla mia felicità: il tuo ritorno ne traccia la rotta come un’onda che spinge ad amare. Un sentiero che si snoda tra facili esche che appaiono allettanti. Ingannano i diversi stadi del piacere. Illudono e deviano, mentre il cuore che non batte mai da solo, sa quando accelerare. Il cuore sa dove andare. Sa dove fermarsi. Il cuore sa quando è il momento di trattenere il respiro. Sa anche quando è ora di dormire. La nostra pelle fatta di tabù, vive solo dal volere a tutti i costi. Piaghe del poco conosciuto che prendono voce per capire il mistero che non ci lascia dormire. Le parole e i pensieri che sconvolgono, tormentano come tutti gli amori inaspettati.




Costantino Posa

domenica 16 dicembre 2018

BUON NATALE...Costantino Posa18

Le pareti di una casa rimasta sola
si guardano, si chiedono:
"Come mai le luci sono poche?"
"Come mai i suoni sono poco più del silenzio?"
e i venti che attraversano le stanze
sono increduli.
Le presenze ormai assente,
rimpiangono il Natale.
Quello di un altro tempo.

Le pareti di una casa rimasta vuota
non si lasciano dimenticare.
Sono forti e riconoscenti.
Custodi dei sentimenti
trattengono i ricordi e le voci.
Natale, si sa, è sempre Natale,
ma, come sarebbe bello
se ci fosse ancora lì, anche in silenzio.

Ah se ci fosse sempre lì
a sostenerci ancora!
Nel cuore di tutti noi è sempre lì
e sempre, ancora sempre Natale in festa
con le luci e le voci. Natale è tutti i giorni
e lei è sempre lì.

mercoledì 12 dicembre 2018

PER CHI MANCA.

E poi dicono che è Natale.
E' vero si avvicina Natale.
Mancano pochi giorni,
ma, ne mancano tanti.
Passa il vento...un giorno
una notte...il tempo.
Un rimpianto mai voluto.
Cosa resta di quel primo?
Come un treno che sorpassa.
Come un soffio che trascina.
Quanta fretta per chi sale!!
E' vero si avvicina Natale.
Vorrei tanto fosse già Natale,
ma ne mancano sempre tanti.

mercoledì 21 novembre 2018

LEI CHE PORTO' L'AURORA AL TEMPO.


E mi parve
di sentire il vento
come sempre
come un lieto evento.
Provenire dalla mente
e da quel sentimento
che senza alcun dispetto
mi suggerisce
che dal petto lei,
forse, non fu felice
ma consegnò al vento
come sempre
la felicità
di ogni momento.

sabato 10 novembre 2018

Magnitudo 3.5


MAGNITUDO...3.5

A volte ci vuole poco
Basta una piccola scossa.
All'improvviso
torna la voglia di vivere.
Una picola scossa,
quanto basta
per farti urlare:
Basta...Basta
non voglio fermarmi.
La vita, la mia vita
ha bisogno di me.

venerdì 9 novembre 2018

I'M NOT WRITING.


Non scriverò più
del tempo, del vento
e del silenzio
in compagnia del buio.

Non scriverò più
del dolore, della gioia
e della solitudine
che ci gira attorno.

Non scriverò più
delle foglie gialle
e della neve
che tante volte
scende piano.

Non scriverò più
dei sentimenti,
degli odi
e degli amori
tante volte nascosti.

Non scriverò mai più
dei battiti del cuore
e delle spine
che volontariamente
pungono.

Non scriverò mai più
di me, di te
e di tutto quello
che ci ha resi felici.
Non scriverò mai più.




mercoledì 7 novembre 2018

MI SORPRENDE.


E se poi mi manca?
Ho cercato solo te.
Ho attraversato il deserto
e l'Amazzonia.
Ho nuotato all'infinito
e se poi mi stanca?
Non importa se a volte
non mi fa sentire.
E se poi mi cerca?
Potrei anche farmi trovare.
E se poi non va via?

giovedì 25 ottobre 2018

QUEL CIELO NON SEMPRE GRIGIO.


Chiediti cos'è
quella nuvola sempre in testa?
Ti scompiglia i capelli
e non ti lascia intravedere
nè il sole e nè le stelle
che di solito illuminano
il cammino della mente.
Solo il cuore non si ferma.
Lui sa che dipende sempre
dai battiti di ogni cuore.
Sa
che a volte basta accellerare
o restare lì a rilassarsi.
Sa
che quel grigio lassù
dopo un pò va via.
Torna piano l'aurora
e la luce che riscalda.
Tutta colpa del cuore,
non smette mai di camminare.

giovedì 18 ottobre 2018

IN OGNI TEMPO...Costantino Posa (18/10/2018)

Giorno, notte, a volte le aurore
coprono i pensieri
di colori e versi sfumati
come lo sono le ali del tempo.
I sorrisi, a volte, si alternano
con le lacrime.
A volte credono
di essere come il vento
libero di andare altrove
per poi tornare
senza mai dover spiegare
il perchè del tempo perso
ad inseguire il cuore
che non sempre è lo stesso cuore
che si è lasciato.
Le luci, i suoni e le voci
sono come fiocchi di neve,
si posano accanto
ma poi svaniscono.
Resta solo l'orma, a volte le aurore
di ogni notte ed ogni giorno
ad aspettare che torni il vento.



martedì 9 ottobre 2018

LABIRINTO



Eppure non volevo sentirmi così. 
Il tempo non si ferma 
e se si ferma è ancora peggio. 
La vita come un vortice in un imbuto, 
siamo diretti tutti lì. 
Non possiamo evitarlo. 
Eppure a me manca il caos di certi momenti. 
Mi mancano le preoccupazioni 
di quando giovane, non sapevo cosa fare.
Mi mancano i calci nella pancia. 
Mi mancano i muri e i fili spinati. 
Mi mancano tutti quei se e quei brividi sulla pelle. 
Mi mancano le stagioni, 
soprattutto quelle che hanno fatto piangere.


Mi mancano le notti incerte, 
cancellate dalle aurore inaspettate. 
Mi mancano le corse senza fiato. 
Mi mancano gli autunni 
e il cuore in gola. 
Mi mancano i chissà e il vento forte, 
come schiaffi pungenti. 
Mi manca la sfida incerta. 
Ora che sono certo, 
mi manca la paura di non farcela. 
Mi mancano i sorpassi. 
Mi manca l'incertezza. 
Mi manca il buio e il silenzio. 
Mi mancano le pagine ancora bianche 
e il sudore della pelle. 
Mi mancano le voci degli assenti. 
Ora che sò tutto, 
mi manca l'incoscienza. 
Mi manca tutto il resto.

venerdì 5 ottobre 2018

UNA VOCE IMPROVVISA...Costantino Posa


Andò a cercare un pezzo di vita.
Trovò la fine, improvvisa,
come se fosse tutto finito.
Mescolò i ricordi ad un ultimo respiro
per sentirsi vivo.
Si sollevò, come se, fosse appena nato
e urlò piano, per non impaurirsi:
Nuda schiarita nell'assolato buio
sei preda della velocità del tempo,
ma se davvero pensi d'amarmi,
non portarmi via.
Non ho ancora finito.

martedì 25 settembre 2018

venerdì 21 settembre 2018

CON IL PASSAR DEL TEMPO.

Quei tronchi ormai aridi
non temono la solitudine.
Fanno parte del silenzio
che colora ogni angolo.
Sono rughe della pelle
che hanno riso tanto.
Sono pagine pietrificate
di un tempo che non teme
il passar veloce del tempo.
Quei tronchi
dal colore luminoso
sono pietre fortificate.
Sono ricchi di presenze
come sono gli scrigni
delle menti che hanno visto tanto.
Quei tronchi
hanno un cuore dentro,
se non ci fosse stato il vento
si sentirebbe ancora
il battito persistente.
Quei tronchi,
non sono lì per caso.

martedì 21 agosto 2018

PONTE DEL DIAVOLO.


Un ponte, sempre sospeso, a volte collega il nostro cammino con tutto quello che ci può capitare. Appare quasi sempre incerto, ma ci stimola ad andare avanti. Il nostro futuro in qualche modo cerca di farsi trovare proprio lì, oltre quel baratro. Alcune volte sembra dirci vieni avanti, se vuoi vivere vieni avanti. Ogni tanto si diverte a togliersi da sotto i piedi. Un suo mormorio dice: " Sento di essere come il diavolo".Mi piace  invertire il verso delle cose. Non mi basta essere servizievole...spesso mi piace essere dispettoso. Mi diverto a giocare con gli uomini, come fa il gatto con il topo. Me la rido ad interrompere il cammino del vicino; è meno noioso e mi rende orgoglioso essere sempre più simile al maestro di un Diavolo. Dove non ce la fa il vento, mando l'acqua, altrimenti il fuoco. L'importante é dare un segnale molto forte: " Si, sono un ponte, ma sono soprattutto un ponte del Diavolo". Ecco, provate a passare.

???

La vita, un viaggio pieno d'insidie. 
A volte non si sa dove andare: 
"Se passare da sopra o da sotto un ponte" . 
Tutto è incerto, tutto è insicuro. . 
C'est la vie.

sabato 18 agosto 2018

SEMPLICEMENTE GRAZIE...Costantino Posa


Grazie al tempo, mi ha insegnato tanto.
Grazie a voi due: Mamma e Papà
rinato dal vostro amore.
Grazie a te, dolce metà.
Felice, perchè ci sei stata sempre tu.
Grazie a voi tutti che avete condiviso.
Grazie alle stagioni, sempre diverse.
Mai inutilmente...inutili.
Grazie a chi mi ha seguito
e a chi è nato dopo:
Un senso alla mia vita.
Grazie, anche alle foglie gialle
e ai capelli bianchi.
Emblema delle mie emozioni.
Grazie alle parole
e ai versi tirati fuori.
Stelle del firmamento.
Grazie ai colori, ai suoni e ai vessilli.
Mi hanno reso forte e convincente.
Grazie alle mille cadute,
hanno permesso che mi rialzarsi.
Grazie alle ripide salite
e ai muri sempre duri.
Grazie alle coppe di champagne
e a te piccolissima.
Mi hai reso, incredibilmente,
nonno felice.
Grazie al tempo e alla vita
che mi ha permesso
di avervi accanto.
Grazie all'ultimo giorno.
Se c'è stato vuol dire
che prima c'è stato tanto.

mercoledì 25 luglio 2018

IMMAGINO IL PIANTO e IL NON POTER FAR NULLA.




Se l'inferno esiste,
è qui tra le ceneri
e le innocenze calpestate.
Ho atteso le stagioni
per sentirmi finalmente vivo.
Ho pregato il vento:
"Portami via...altrove".
Ho pianto
come poche altre volte.
Ho sperato
e inseguito il mare,
per non sentirmi perso.
Senza più speranze.
Ho capito: "Esiste"
Solo qui è inferno.

giovedì 5 luglio 2018

A volte basta una piccola luce.


Anche quando ci sarà il buio a suggerirmi
che la luce non potrà più tornare,
io non avrò paura.
Non potrò mai aver paura,
perché la luce, quella che c'illumina
io, l'ho sempre avuta accanto.
Anche la lucina piccola
di una candelina sempre accesa.
Piegata dai venti, a volte, inaspettati
sarà sempre con me.
Come un faro dai versi convincenti:
Non ti lascerò mai solo.
I miei viaggi, saranno i tuoi.
Le mie gioie, saranno tue.
Le mie lacrime, saranno tue.
La mia luce, sarà sempre tua.

venerdì 8 giugno 2018

CI SONO VERSI CHE ACCOMPAGNANO.


Ho condiviso di te il tempo.
La terra che accarezzo
e senza prezzo
qualche volta calpesto.
Ho condiviso di te il vento.
La brezza che trascina
e la pelle che ti copre.
Ho condiviso di te le stagioni,
tante volte come tante punizioni.
Ho condiviso di te l'eco che ripete:
Che faresti se non ci fossi stata anch'io?
Ho condiviso di te tanti versi
come baci che si fondono
con i brividi sottopelle.
Ho condiviso di te
tante scatole cinesi
in ognuna c'è di te
tanta voglia di essere
come tante foglie verdi.
Ho condiviso di te
tante sane malinconie
con il sorriso della vita
e l'amore che di te
ho sempre condiviso.

martedì 5 giugno 2018

Sei nel vento che vibra lassù.


Non avvicinarti al mio tempo
con gli occhi pieni di vento.
Io sono come mille lampi
che non dormono.
Squarciano il cielo col grigio delle nubi.
Io sono come ieri...un cuore che batte
con tanto rispetto.
Io sono come il cinguettio
di uccelli al mattino che ti svegliano
col sorriso sulle labbra.
Io sono universo incompleto
ma con tante stelle
che brillano in silenzio.
Non avvicinarti al mio tempo
se non ne hai voglia.
Potrei non esserci.
Io sono come il vento
che va da sempre in cerca.

giovedì 24 maggio 2018

LA STRADA RACCONTA.


Un tempo, la strada era quella
indicata dall'amore di una mamma.
Un tempo, la strada era quella
sognata, seguendo i passi di un papà.
Un tempo, la strada era quella
ad occhi chiusi,
vista nel sorriso di un amore.
Come sempre la strada
alla fine si divide ad ogni bivio,
si confonde ad ogni incrocio.
Ci invita e ci iilude.
Ci dice: se vuoi, torna indietro
o segui quella lì
Un tempo,
i rintocchi dei nostri passi,
ci spingono più in là.
La strada, la nostra strada,
molte volte è in salita,
ci consola e poi si vola,
ogni volta che discende.
Quando poi chiudi gli occhi,
non importa se la strada
finisce inaspettata.
Solo tu ed il tuo cuore,
sà d'averla amata fatta.

lunedì 21 maggio 2018

Lassù c'è una Mamma.

LASSU' c'è una MAMMA.

Mamma, sei ancora come ieri
un cuore che batte
come un cielo coperto di stelle.
Sei ancora come ieri
sei come un sorriso che vibra lassù.
Mamma, sei ancora come sempre
sei tra le tante spighe di grano
quelle che non si piegano mai.
Tante volte, piccolo e insicuro
mi sono chiesto: "Come hai fatto? "
a darci tanto, tu che avevi così poco
come hai fatto?
Mamma, sei ancora come un vento
che ci riporta indietro,
sulle cose vere
ormai come ieri
e come sarai sempre domani.

sabato 12 maggio 2018

LE ROTTE DEL CUORE.

Le rotte del cuore, 
quelle che portano alle emozioni.
Quelle che portano alla felicità,
anche se ci fanno soffrire 
ci tormentano
e spesso non ci fanno dormire.
Quelle cosparse di granelli di sensazioni
gioie e spine che fanno sanguinare.
Quelle che ci fanno dire: 
" Ti amo e poi ancora, Ti amo ".
Quelle che ci fanno urlare: 
" Basta e poi ancora, Basta".
non voglio soffrire.
Quelle che alla fine ci fanno sussurrare: 
Grazie
per avermi guidato.

martedì 8 maggio 2018

PIU' DI UNA MAMMA....Costantino Posa


A te che sei lì
come un filo d'erba
con le dita ancorate in terra.
A te dico, non aver paura
nessuno potrà mai dimenticarti.
Nessuno potrà mai smettere di amarti
e non ci saranno mai più stagioni
drnza ossigeno e venti maestrali
che ti accarezzeranno come onde
che vanno, ma poi ritornano.
Sei stata più di una mamma.
Ogni giorno sei stata
come il sorgere del sole
e malinconiche e forti aurore.

sabato 5 maggio 2018

AFFIDATI AL VENTO...Costantino Posa


Vorrei sussurrarti all'orecchio.
Vorrei tanto parlarti di me,
del mio amore sopito.
Vorrei tanto farti sentire
il battito di un cuore felice.
Tienilo stretto con te.
Conservalo in posto sicuro,
per quando il tempo
ti lascerà da sola a pensare.
In quei battiti c'è tanto amore.
Così quando il vento
ti sconvolgerà il tempo
tu potrai sempre ricordarti di me
e di quei versi
sussurrati all'infinito.

sabato 28 aprile 2018

PRIMAVERA.


Per essere la prima...è vera,
ecco perchè sento il verso dell'alato.
Il silenzio, anche se si è soli,
non è mai sempre silenzio.
Le foglie che si muovono
non è solo colpa del vento.
Le palpebre socchiuse
è colpa del tempo.
Non si è mai fermato
e, a volte, è solo il corpo che si ferma,
mentre il resto va in cerca di se stesso.
Non è facile rimediare ai muri e ai veti,
a volte, sono solo i sogni che ritornano.
Le meduse non vivono solo in acqua,
a volte sono un pò tra di noi.
Ci tolgono il perchè,
si nutrono di ossigeno e a noi
lasciano soltanto i sogni.

venerdì 27 aprile 2018

Amore e Sdegno...Costantino Posa


Dov'è finita la rabbia
di quelle notti senza sonno?
Come è sfinita la sabbia
di quei sogni senza freno.
Quella felicità rassegnata
racconta di essere stata ingannata.
Potrei chiamarla sfiga
purché mi faccia ritentare.
Non credo di aver bisogno di pentimenti
o pacche sulle spalle.
Mi sento vile e forte
come un uomo che ha vissuto.
Un uomo ricco di parole
dettate dai battiti del cuore.
Un uomo che non ha bisogno
di sostegno
perché ha già provato amore e sdegno.
E poi bastano i sentimenti,
silenzi e sguardi al cielo
è da lì che è incominciato
ed è lì che il cuore
si è da un po' incamminato.

giovedì 26 aprile 2018

LE GIORNATE DEL MIO TEMPO.

Le giornate del mio tempo, non sono fatte soltanto di ore.
Le giornate del mio tempo sono come tanti solchi di terra.
Ogni linea, un suono.
Ogni linea, un colore.
Ogni linea, un volto.
Ogni linea, un ricordo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di aromi antichi, come spezie d’oriente.
Son fatte di dolci melodie, a volte leggere,
a volte incalzanti,
a volte insopportabili frastuoni.


Tante cose volute dal cuore.
Tante cose cercate lontane.
Tante cose cadute dal cielo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di spine nel cuore, come pungenti parole.
Son fatte di dolci sorrisi, come le vetrine dei bar.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Le giornate del mio tempo sono come pagine al vento.
A volte volano in alto,
a volte ti sbattono in faccia,
a volte si posano accanto.
Tante cose sognate da tempo.
Tante cose perse per sempre.
Tante cose ritrovate per niente.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Non sono fatte soltanto di ore le giornate del mio tempo.

martedì 24 aprile 2018

E VAI.



Ho fermato il tempo 
per permettermi di rivedere la mia vita. 
Ho fermato il vento 
per non voltare pagina troppo velocemente.
Ho fermato l'attimo fuggente 
per non perdere l'occasione.
Ho fermato ogni cosa in movimento 
per cercare tutto ciò  che abbia senso.
Ho fermato tanti di quei vagoni senza freno
in cerca dell'essenza.
Ho fermato tutto il possibile e immaginabile.
Mi é sfuggito solo quello che inevitabilmente
era inutile trattenere.
Ho fermato anche chi cercava di fermarmi.

lunedì 23 aprile 2018

A TE UOMO

Uomo, che fai piangere il mondo
a volte sei una bestia
con le antenne fuori posto,
mentre pensi
di essere più di un re.
Uomo, tu che prendi e calpesti
hai alzato le tue colonne
su una terra che non potrà
mai essere tua.
Uomo, circondato da quei muri
hai sollevato tante polveri,
mentre il vento, come sempre
è ancora di te più forte.
Uomo, trasformato da poeta,
forse di te sono belli
solo quei versi
che all'insaputa del tue stile
resteranno sempre lì
tra la mente ed il tuo cuore,
mentre il mondo che non sa nulla
vuole di te fare soltanto un uomo.

sabato 21 aprile 2018

SOLO COME.

Solo come


In queste sere di mesto inverno
cammini solo come un cane.
Ma questo non ti basta.
Sei ancora più solo
finalmente
sei ancor più di un cane.
La tua casa non ha specchi.
Sono sicuro,
la tua casa non potrà
mai avere uno specchio.
Ti costringerebbe a guardarti in viso,
ti porterebbe fuori dal paradiso

domenica 15 aprile 2018

UNA LUCE NEL TEMPO.


É vero, 
non sentirò nulla del tempo che verrà
del vento e delle maree attente a quello che accadrà.
Ma alcuni versi di quello che sarà li ho dettati anch'io.
Quando penso all'esistenza mi accorgo
della luce degli occhi e dei sorrisi veri, 
anche quelli di ieri.
Quando cerco di rinnovarmi
é solo per restare a galla.
A volte sono nuvola nel mezzo del sereno
e da li io vedo chi si gonfia come palla
per non sembrare nulla.
É vero nel tempo ci mancherà tanto...
ci mancherà la voce della mamma 
e la pelle dell'amore.
Nel vento e nelle maree le risentirò ancora.

venerdì 13 aprile 2018

LE VIE DEL TEMPO INFINITO

Le vie del tempo infinito


Quelle strade sembrano non finire mai.
Ma non sono solo a senso unico
qualche volta tornano e raccontano.
Parlano delle storie infinite e di tanti amori stroncati.
Parlano dell'incapacità dell'uomo di essere
in ogni tempo, uomo.
Parlano delle vergogne che hanno cancellato
persino le ombre dei mille carnefici.
Parlano dei treni e dei binari inghiottiti dai forni.
Parlano dei fili spinati e delle menzogne.
Parlano dei ricordi,
le urla che non smettono mai di urlare
e della speranza che tutto questo possa servire.

venerdì 6 aprile 2018

BRIVIDO


Brivido mozzafiato
per aver provato.
Brivido senza fiato
per aver lasciato.
Le cose son mutate
per aver usato
specchi deformanti
di alcune nostre amanti.
Tante usano parole
come pietre, fredde, dure.
Lo fanno anche al sole.
Tanti usano pietre dure
per aver tradito
come tante nostre
inutili parole.

mercoledì 4 aprile 2018

SCRIVERE.


Il mio scrivere sanguina
nei tramonti senza bagliori,
quando le brezza di terra prendono il largo,
boriose di tempo che va.
Sanguina malinconico
di imperturbabile cedimento,
quando rievoca ulteriore ripensamento.
Il mio scrivere sanguina ripetutamente,
si riprende e si ripiglia ogni volta
che passa di un vortice il parapiglia
di un non voler mai più scrivere.
Il mio scrivere sanguina di parole
mai versate, dette e mai ascoltate.

domenica 1 aprile 2018

A te Mamma e Papà






A te mamma



E' il tuo modo di stare in disparte
che mi lascia pensare.
E' il tuo sguardo a tratti assente
che mi lascia perplesso.
E' il suono delle tue parole
che non osano farsi ascoltare
che mi lasciano in silenzio.
E' il tuo modo di sorridere alla vita
se i tuoi occhi incontrano un bimbo
che mi fanno ricordare
del tuo modo di essere stata perfetta.
Questi sono i giorni
che ci riportano al tempo
senza farci sentire feriti
e se gli anni possano sembrare tanti
si possono accettare
poiché hanno visto
il tuo cuore nascondere
le lacrime e le tue mani
mai fermarsi al niente,
hanno spinto i tuoi passi in avanti
e la schiena sorreggere
il vento forte dell'imprevisto.

UNA NONNA LASSU'

Nessuno sa, perché sei lassù 
Nessuno sa, perché sei andata via. Per alcuni, eri già in soffitta. Tutta in ombra In un album, ormai di ricordi per te che eri una nonna, una rarità ricordarsi che prima ancora, eri una donna. Nessuno sa, perché non prima. L’arte del ricordare Per tanti, ormai dimenticata che prima ancora, eri una mamma. Nessuno sa, perché sei andata via. Nessuno sa, perché sei lassù.

A un papà


Quante notti con il pensiero là rivolto al tempo.
Non sono uno, due o tre,
ma più di cinquanta da quel giorno grigio
segnato al vento come un anno di dolore
e fitte al petto.
Ci sono voluti tanti attimi
per accettare che la vita
può essere sostituita, a volte, con la morte.
Un papà che muore è un vento gelido che passa,
ma lascia il segno.
Lascia il vuoto nella mente
e lascia i tuoni tra i battiti del cuore.
Un papà che va, non si dimentica.
Quante notti al vento
con il pensiero là.

BESAME

 Ci sono amori che col tempo diventano estranei, come se non fossero mai stati amori. Sono come gli universi senza stelle. Dirompenti come ...